VFC KAC PDW

 

VFC , ovvero, Vega Force Company, ci ha, ormai, abituato male… . La qualità dei prodotti proposti dalla casa Taiwanese, sia dal punto di vista di fedeltà estetica che dal punto di vista tecnologico, applicato a repliche soft air è ineguagliabile.

Già con la replica dello MK 18, ancorché marchiato Avalon e prima ancora con la serie Ak 74, SCAR  e HK 416, la VFC ha dimostrato capacità di ingegneria di rilievo, comparabili a quelle di casa Marui cui ha dato un notevole "distacco" per quanto riguarda finiture e "real steel feeling".

Con la replica del KAC PDW, ha superato se stessa e chissà cosa ci riserverà per il futuro prossimo.

 


IL KAC PDW VERO


Il KAC PDW è stato progettato in casa Knight's Armament Company quale arma  - lo dice l’acronimo stesso – per difesa personale.

Fino ad ora, le armi destinate al ruolo di Difesa Personale, essendo per loro natura compatte, erano camerate per munizioni originariamente destinate a pistole, quale il 9x19 mm Para.

Ma, i nuovi scenari e le nuove esigenze operative hanno messo a confronto le armi da fianco più comuni con diffusissime armi d’assalto quali l’AK 47 e sottoversioni, in teatri ad alto rischio ove il personale, sia militare che privato, specializzato in scorte di VIP, hanno dato lo spunto alla Knight's Armament Company di studiare un sistema d’arma del tutto innovativo partendo da una specifica munizione per culminare con il progetto PDW.

La nuova munizione, calibro 6,35 mm il cui brevetto appartiene alla Knights, si pone tra il più comune 9mm – ormai superato e dal potere di arresto modesto – ai più potenti 5.56 Nato e 308 o 7,62 Nato.

La munizione è compatta e leggera e, sparata dall’arma che le è stata progettata attorno, è in grado di perforare protezioni quali giubbotti antiproiettile e elmetti.


Esaminando l'arma, si capisce che essa è progettata per essere impiegata senza particolare addestramento specifico da parte di personale già addestrato al maneggio della serie AR 15/M16 di cui eredita concettualmente i meccanismi e comandi principali.

E’ dotata di un calciolo a stampella, che si ripiega sul lato destro ed è disponibile con canne di due lunghezze.

Con la canna corta e il calcio ripiegato, l’arma ha dimensioni sovrapponibili a quelle del MP5 K, ma con il potere d’arresto e la precisione sbalorditiva della nuova munizione, risulta di facile occultamento e – fattore importante per il personale che opera su veicoli – non interferisce sui movimenti.

 


LA REPLICA VFC

VFC ha riprodotto il KAC PDW in maniera dettagliata,  dalla finitura delle superficie alla riproduzione dei meccanismi, comprese le finte aste di recupero del meccanismo di sparo.

 



Anche i meccanismi Hold Open dell’otturatore sono realistici e agevolano la regolazione dell’Hop Up.



 



La confezione comprende la replica, con lo specifico caricatore non automatico, un LAM destinato a contenere la batteria con relativi adesivi per la sua finitura, la grip anteriore KAC, da fissare sulla slitta weaver inferiore, due coprislitta, un’outer barrel corta, la canna accorciata per realizzare la versione compatta e, infine, uno splendido ed efficace silenziatore, anche questo riproduzione dell’esemplare prodotto dalla KAC.

 



 

Insomma, una piccola scatola dal grande contenuto, il cui prezzo si approssima ai 400,00 €.

 


La replica non stupisce solo per realismo e feeling.
Installata la batteria (io ho usato LIPO 11,1 volts 12 C, che si è rivelata anche troppo esuberante), l’arma (così la chiamo, perché questo è l’appellativo che si merita!) si rivela in tutta la sua efficacia.
La raffica è potente e decisa e la precisione stupefacente.

Regolato l’Hop UP, che è lo stesso montato sulla serie Colt/HK416 da VFC, i pallini Marui 0.25 HG schizzano tesi e precisi.

L’energia misurata con cronografo Laylax, sfiora 1 Joule con piccoli sconfinamenti over Joule.

 


SMONTAGGIO.

La replica si smonta, sostanzialmente, come un qualsiasi Colt M4 salvo qualche piccola differenza.

Il perno passante posteriore è finto, quindi non va estratto.
Va estratto solamente il perno anteriore. Dopo di che, facendo molta attenzione, è necessario sollevate con forza la parte anteriore del fucile di modo che il receiver superiore si svincoli da quello inferiore.



 





Fatto ciò, si deve tirare in avanti il receiver superiore fino a che i due lobi posteriori si svincolano dal receiver inferiore.
Questo ultimo, posteriormente, è sagomato in maniera tale da rendere poco agevole lo scorrimento, ma alla fine ci si riesce.


Va posta attenzione ai fili di alimentazione che dal Gear Box raggiungono il Ras anteriore, i quali sono connessi tramite due sottili connettori proprio a fianco della T hop UP.
La guaina termorestringente che li ricopre è facile e si lacera facilmente.


Disconnessi i due connettori, il fucile può essere separato nelle due parti principali e, in questo modo, è pure possibile sostituire la canna lunga con quella corta e vice versa.

 


La sostituzione della outerbarrel anteriore, butterata da una serie di fori emisferici che caratterizzano quest’arma, è facile: si svita un grano filettato ubicato nella parte inferiore del gruppo recupero gas, davanti al Ras, e il gioco è fatto.



Peccato che il rompifiamma di serie sia ricoperto di vernice rossa difficile da rimuovere.
Ho provato sia con diluente che con acetone, ma il colore non cede. Peraltro, se non lo si toglie, il silenziatore in dotazione non si innesta comodamente.

 


Estrarre il Gear Box dal receiver inferiore, a questo punto dello smontaggio, è operazione facile.

Vanno rimosse le leve del selettore, svitando le vitine a testa svasata avendo cura di non perdere la sferetta e la mollettina che servono a mantenere in posizione il selettore, il sistema di blocco caricatore e la leva dell'Hold Open.

Poi, usando un piccolissimo cacciavite a lama piatta, è necessario sbloccare il fermo di lamiera elastica che trattiene il perno passante in corrispondenza del grilletto.

 

 

 

Infine, si smontano la grip motore e il motore, come si fa sui fucili della serie Colt.
Motore e relativa grip sono espressamente dedicati a questa replica.


A differenza della serie colt, il motore utilizzato non è ad albero lungo, bensì ad albero medio.
Se ritenuto necessario e se si preferisse utilizzare grip più grandi, è possibile installare impugnature destinate alla comune serie Colt a patto di montare motori ad albero lungo e di allungare quanto necessario i cavetti di alimentazione.
 



 


Tolto tutto quanto, il Gear Box si estrae dal guscio inferiore sfilandolo verso l’alto e avendo l’accortezza di mantenere in sede i piccoli ingranaggi che sincronizzano i movimenti dei due selettori.


Il meccanismo è derivato da quello già collaudato sulla serie SCAR ed è lo stesso utilizzato sulla serie SR16/MK18 Avalon, già recensito qui su ASC.

Il Gear Box è di seconda generazione, dotato di boccole piene in acciaio, del diametro esterno di 8 mm .


Il fucile è alimentabile dall’esterno, utilizzando una batteria all’interno del LAM dato in dotazione.

Tuttavia, eliminando i finti meccanismi del sistema di recupero dell’otturatore, è possibile installare all’interno del RAS una piccola batteria LIPO.
Una valida alternativa al LAM, può essere la cinghia portabatteria prodotta dalla Laylax.







 

 



Per questa ASG sono disponibili appositi caricatori maggiorati, ma sono ugualmente utilizzabili i più comuni e capienti caricatori della serie Colt.

 

 

La replica è predisposta di fori per installazione di agganci rapidi tipo QD a sfera che, però, non sono forniti in dotazione standard.

Purtroppo, gli attacchi disponibili sul mercato dell’aftermarket, non sono del tutto compatibili poiché la profondità dei fori destinati a detti agganci, è limitata.

ALTRI DETTAGLI

Il Calciolo e il meccanismo di ritegno.

 

 



 



Lo sgancio caricatore ambidestro e il pulsante dell'Hold Open, che mantiene l'otturatore arretrato.


 

 


CONCLUSIONI

In un mercato saturato dalla super offerta di prodotti Low Cost che non hanno nulla da invidiare, ormai, alle repliche più blasonate, il KAC PDW porta una ventata di novità e di tecnologia, cui fa da contraltare, ultimamente, l’uscita del nuovo M4 Marui scarrellante e dotato di effetto rinculo (che sarà testato qui su ASC molto presto…).

Ringraziamo SAS MODELLISMO di Nerviano (MI) che ci ha fornito due ASG per la recensione.


Vincenzo "Etabeta" D'Angelo

 

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