Cosa rappresenta la serie Colt M4 nel panorama mondiale delle armi leggere, credo sia inutile ricordarlo.
Con l’intramontabile AK47 nelle sue versioni più recenti, è di sicuro l’arma più diffusa e più utilizzata dalle moderne forze armate; resiste ancora agli “attacchi” di più moderni e sofisticati sistemi d’arma, progettati per rispondere alle esigenze di adattabilità ai nuovi scenari bellici.
Proprio sul fronte della adattabilità alle esigenze contingenti, la serie Colt M4 ha dimostrato di poter dire ancora la sua e così resiste tuttora nella cosiddetta versione SOPMOD.
SOPMOD è l’acronimo di Special Operation Peculiar Modification, un programma, promosso dallo USSOCom statunitense e affidato per lo sviluppo tecnico e pratico al CRANE DIVISION, Naval Surface Warfare Center, avente per oggetto il sistema d’arma al cui centro sta la carabina Colt M4 dotata accessori – ottiche, sistemi di designazione del bersaglio Laser, sistemi di visione notturna, lanciagranate, sistemi di silenziamento – tali da rendere l’arma utilizzabile, praticamente, in qualsiasi condizione o scenario di guerra.
Insomma, fare della carabina M4 l’arma “totale” per il fante, come si può evincere dal sottostante schema.
IL SOPMOD M4 di casa MARUI.
Reagendo all’invasione del mercato della air soft gun da parte dei prolifici produttori cinesi e superate le problematiche legislative giapponesi per quanto riguarda la produzione di repliche in metallo di armi, Marui si è cimentata con la progettazione ex novo della famiglia di repliche Colt M4, avvalendosi della possibilità di replicare il logo originale Colt e del know how acquisito in decine di anni di attività nel settore delle repliche soft air.
Il risultato, dopo la serie di repliche scarrellanti e full metal della famiglia AK, è il SOPMOD M4 che per sistema di funzionamento e accorgimenti tecnici è, senza dubbio, una vera novità.
Oltre che dalla struttura interamente metallica (gusci, frontale e ris), il fucile Marui è caratterizzato da un realistico meccanismo blow back: il ciclo di sparo è meccanicamente abbinato allo scarrellamento del finto otturatore e al movimento di una apposita massa inerziale che scorre all'interno del tubo del calcio, che trasmette alla spalla del tiratore l'impulso di “rinculo” dell’arma.
Non solo. Marui ha completamente rivisto il sistema di alimentazione elettrica della nuova replica, adottando per questo fucile una speciale batteria ad innesto rapido la quale si inserisce nel calciolo Crane. Un sistema davvero ingegnoso e rivoluzionario.
Sempre in funzione del realismo, Marui ha progettato un meccanismo in grado di arrestare il ciclo di sparo quando è stato sparato l'ultimo pallino del caricatore di serie. Il finto otturatore rimane arretrato e solo innestando un caricatore pieno e pigiando sul tasto del "Hold Open", si può riprendere a sparare.
Il sistema funziona solo con i caricatori monofilari di serie, specifici per questa replica.
La replica è molto dettagliata e di serie è fornita con tacca di mira tipo DEVGRU.
Il calciolo telescopico a sei posizioni, tipo Crane, è un elemento funzionale al funzionamento della replica che, però, come spiegherò più avanti, può dare qualche problema nella costanza di funzionamento della ASG.
Il RIS anteriore, ovvero l'astina caratterizzata dalla presenza di quattro slitte Picatinny.
Il manettino verticale NON è fornito dalla Marui, così come i Magpull che si intravedono nelle foto.
Abituati alle plasticose repliche Colt di Casa Marui, la nuova struttura completamente metallica del SOPMOD stupisce per resistenza e stabilità.
La replica è fornita, di serie, di un caricatore monofilare, dalla finitura molto realistica. Un meccanismo di rinvio all'interno del caricatore, agisce su un meccanismo a leve che protrude dal Gear Box e che è in grado, a propria volta, di interrompere il ciclo di sparo.
Marui fornisce, come accessorio a parte, il caricatore maggiorato da 440 colpi (foto sotto) dedicato ed utilizzabile solo ed esclusivamente sulla nuova serie di fucili Colt propri.
La finestra di espulsione dei bossoli è coperta da un portellino caricato da molla il quale scatta in apertura sia tirando la manetta di armamento, sia sparando il primo colpo.
Il finto otturatore, fatto di lamierino di acciaio, scorre indietro del tutto, solo se azionato dal manettino di armamento.
Nel ciclo di sparo, esso scarrella, ma con una corsa ridotta.
Quando è completamente arretrato, il finto otturatore rende acessibile la ghiera di regolazione della T Hop Up che, come si vede dalla foto sotto, è di nuova concezione.
Il pulsante dell'Hold Open.
Secondo la linea "editoriale" che ASC persegue, le recensioni di repliche, accessori ed equipaggiamenti, vengono pubblicate solo dopo che gli oggetti sono stati testati "sul campo" per saggiarne le effettive possibilità e resistenza come usciti dalla produzione.
Allo stesso modo, il SOPMOD oggetto di questa recensione, prima di essere aperto per l'esame interno, è stato portato in campo più volte. Non solo in gioco, ma anche in sessioni "private" di tiro.
Nella configurazione originale, alimentato dalla batteria specifica Marui (una 8,4 volts da 1300 mh), il nuovo fucile di casa Marui esprime doti di precisione notevoli, nonostante le percettibili vibrazioni e sollecitazioni trasmesse al tiratore dal meccanismo di rinculo.
Chi è abituato a sparare con le classiche ASG, certamente viene sorpreso dall'effetto rinculo del Sopmod.
Nonostante ciò e nonostante la non elevata potenza misurata - non più di 0.8 Joules sparando pallini Marui High Grade da 0.25 grammi - la replica si è comportata molto bene in gioco, anche nel confronto con repliche più performanti.
Anche il particolare rumore prodotto dal ciclo di sparo caratterizza il fucile ma, per certi vesi, lo penalizza rispetto ad altro tipo di repliche, perchè rende facilmente individuabile il giocatore che lo impiega.
Così come è, il SOPMOD Marui è comunque utilizzabile con soddisfazione, ma se si osserva la pur precisa traiettoria dei pallini sparati, non si può fare a meno di notare che questi sembrano più "fluttuare" in aria che schizzare decisi verso l'obbiettivo.
Per questa ragione, ho deciso di smontare completamente la replica così da poterla esaminare all'interno e valutare la possibilità di potenziarla leggermente.
Vi risparmio la sequenza di smontaggio del fucile per raggiungere il Gear Box. Di recensioni al riguardo ce ne sono già molte e, comunque, si tratta di un'operazione non proprio alla portata di tutti.
Vale la pena esaminare le componenti principali, come il receiver (foto sotto) completamente di metallo pressofuso che evidenzia come il tubo del calcio si avviti direttamente nella parte posteriore del guscio e come il perno passante posteriore, sia "dummy", cioè fittizio.
Il meccanismo di sblocco dei caricatori e la leva dell'Hold Open, estratti dal guscio.
L'insieme del tubo su cui scorre la pala del Calcio Crane, con la massa inerziale che vi scorre all'interno.
La massa, è caratterizzata dalla presenza di una lunga asta di ottone e di una molla antagonista.
In pratica, quando il pistone arretra trascinato dall'ingranaggio settoriale, nella fase finale della corsa "urta" l'estremità dell'asta di ottone che scorre telescopicamente all'interno del guidamolla.
La massa viene scagliata indietro e la molla antagonista assorbe l'inerzia della massa, respingendola in avanti. Il movimento ciclico della massa, si traduce nell'effetto "rinculo" percepito dal tiratore.
Esaminando l'interno del receiver superiore, oltre a poter valutare la nuova foggia della T Hop Up a ghiera, è possibile notare delle abrasioni nel lato destro del guscio, proprio dove scorre il finto otturatore.
E' evidente che i tecnici che assemblano queste nuove ASG in casa Marui, siano costretti a fare dei veri e propri "aggiustamenti" per migliorare la scorrevolezza del meccanismo.
La nuova T Hop Up, con regolazione a ghiera e molla antagonista telescopica che la mantiene spinta contro il Gear Box.
Già si percepisce quale deve essere la lunghezza dello spingipallino.
I caricatori maggiorati, non sono utilizzabili su altri fucili Colt.
Il nuovo calcio Crane "croce e delizia" del Sopmod.
Come ho più sopra accennato, l'uso in campo del fucile ha permesso di evidenziare un "difetto", peraltro non trascurabile, nella nuova soluzione adottata.
Il calcio del Sopmod, infatti non è semplicemente il contenitore della batteria, ma è anche un "nodo" di connessione elettrica tra batteria e meccanica del fucile.
Esso contiene i contatti elettrici ed anche il fusibile, inserito in un apposito alloggio e, mediante due contatti a strisciamento trasmette la corrente elettrica ai cavi collegati al gear box.
Nella foto sotto, si vedono la pala del calcio smontata, la specifica batteria ad "U" e l'adattore/interfaccia per la ricarica della stessa.
Il fusibile nella sua sede e i contatti in cui si innesta la batteria.
Sotto, i corrispondenti contatti a "spazzola" che connettono il calcio Crane alla meccanica della replica.
Le linguette di metallo si sono rivelate poco resistenti.
Infatti, la pala del calcio, specialmente se vi si applica una cinghia tattica per il trasporto, è soggetta a torsioni tali che le due linguette si deformano, perdendo aderenza sui corrispondenti contatti del calcio. Risultato? Il fucile non spara, per mancanza di contatto elettrico.
Ho risolto, inserendo un piccolo O Ring comprato in un negozio di idraulica sotto le quattro linguette.
L'elasticità dell'anello di gomma, mantiene le linguette aderenti ai contatti sulla pala del calcio e il problema è definitivamente risolto, come ho potuto constatare nei successivi utilizzi della replica.
Ed eccoci al gear box, completamente ridisegnato e "saturo" di tecnologia.
Si possono apprezzare i meccanismi che rendono possibile lo scarrellamento del finto otturatore e le leve che bloccano la meccanica quando è stato sparato l'ultimo colpo ma, cosa più interessante, si capisce che il pistone, quando arretra, scorre solo in parte nel gear box ed in parte nel tubo del calcio, dove ingaggia la massa inerziale che provoca il rinculo.
Nella foto sotto, si vedono pistone, molla e guidamolla. Si vede anche il lunghissimo spingipallino.
Gli ingranaggi sono progettati specificamente per questa ASG.
Sono sempre in Zama, ma i denti sono sovradimensionati.
Si può apprezzare il rapporto di riduzione della catena di ingranaggi, con il piccolissimo centrale.
Il settoriale, con dentatura molto ampia, è pure dotato di una sorta di "delayer" ottenuto per stampaggio e solidale all'ingranaggio stesso.
Il pistone sembra fragile, specialmente per la dentatura della cremagliera ma con la molla di serie non sembra soffrire più di tanto.
La molla, particolarmente corta e morbida, è trattenuta al pistone da un uncino che si infila in un cilindretto di zama.
Il cilindretto è funzionale al funzionamento del sistema di rinculo. Al suo interno, infatti, vi è una appendice che è quella che fisicamente trasmette il movimento all'astina della massa inerziale.
La molla originale del Sopmod è quella al centro, ed è confrontata con una molla di mia produzione, la nuova versione 2009 (sopra) ed una M90.
Poichè non è possibile rinunciare al cilindretto di metallo all'interno del pistone senza rinunciare anche all'effetto rinculo, non ho montato la mia molla, come di solito faccio, per evitare di stressare eccessivamente la meccanica della replica e per evitare di portarla pesantemente oltre il canonico Joule di energia.
Quindi, per verificare la possibilità di upgradare la replica, ho utilizzato la M90, cui ho compresso mediante riscaldamento al calor rosso e compressione su una apposita guida, due delle prime spire del lato a passo variabile.
Rimontata in questa configurazione, senza toccare altro, la ASG ora spara ad un Joule preciso.
Tuttavia, in questa nuova configurazione, il consumo di energia è tale per cui la batteria di casa Marui si è rivelata insufficiente.
Ma, nuove tecnolgie vengono in nostro soccorso e più avanti vi parlerò di un nuovo tipo di batteria che sto sperimentando proprio sul Sopmod: non è una LIPO... .
CONCLUSIONI.
In attesa di definitivi risultati dei test che sto eseguendo con le batterie di nuova generazione - che mi sono state fornite, per la cronaca, da www.actionbatteries.it appositamente assemblate per il calcio del Sopmod - mi sento di dire che il nuovo fucile Marui è la risposta giusta al softgunner che nel praticare il Soft Air non cerca solo uno strumento spara pallini, bensì anche una replica quanto più realistica possibile per quanto riguarda il funzionamento.
Utilizzando caricatori monofilari dedicati, il cambio caricatore e la ripresa del ciclo di sparo, aggiungono l'elemento "real steel" al gioco.
Uno strumento come un SOPMOD può essere, tra l'altro, una valida opzione a chi, per professione, utilizza Colt veri e necessita di un sistema di addestramento al maneggio dell'arma.
Il suo costo lo rende più un "investimento" che un semplice acquisto.
Si ringrazia Graziano Pisoni, di SASMODELLISMO che ci ha fornito la replica oggetto di questa recensione.