|
La Beretta non ha mai reso noto a chi sia stata destinata la 93R, e nulla si conosce degli utilizzatori ufficiali, e dell’effettivo impiego. Pare certo che ne siano stati dotati i GIS ed i NOCS, verosimile che sia giunta anche alle forze speciali dell’Esercito e della Marina Militare, e possibile che se ne sia dotato anche qualche paese “amico”. Infine, ecco le caratteristiche della “real steel”: Lunghezza: 240 mm Larghezza: 37 mm Altezza, con caricatore da 20 colpi: 170 mm Peso 1129 gr. compreso il caricatore da 15 colpi (altra fonte riporta 1170 gr con caricatore e senza munizioni) Cadenza di tiro in modalità automatica: 1100 colpi al minuto Lunghezza della gruccia estesa: 368 mm Lunghezza della gruccia ripiegata: 195 mm Peso della gruccia: 270 gr. {qtube vid:=7X5NQGUcCeg}
La 93R è un soggetto fascinoso anche nel mondo del softair, e parecchie case costruttrici le hanno dedicato almeno una replica. La versione da me acquistata non reca marchi di produzione, e viene indicata con la sigla SIC 93 (qualsiasi cosa questo significhi). Anche all’interno nessuna traccia che mi guidi all’autore del fatto… salvo nel manuale un accenno alla STTI - Spring Time Taiwan Incorporated, ed ecco risolto il mistero. E allora, eccola questa 93R a gas, reperibile anche in Italia.
La confezione segue lo standard consueto: una custodia sagomata in polistirolo, col coperchio in cartone. La box art è anonima e vistosa, e l’assieme solido protegge bene la replica. All’interno, oltre alla 93R ed al suo caricatore, c’è un attrezzo per il rifornimento rapido di pallini, e un sacchettino di sferette gialle “Buttami, buttami!”.
Le istruzioni sono contenute in un pieghevole stampato in modo economico, in lingua inglese e con discrete illustrazioni. Consultandolo, trovo alcune consistenti imprecisioni, come il modo di regolare l’hop up, che qui è fisso. Le cose essenziali sono corrette, e non manca un decoroso spaccato, che mostra le somiglianze e le differenze col modello Omega, specie nel meccanismo selettore del tiro.
Beh, mano a stecca e bilancia, e comincio a rilevare le caratteristiche. Peso, scarica: 602 gr. Peso, con caricatore: 893 gr. Peso, con caricatore e gruccia: 1257 gr. Lunghezza: 240 mm Altezza, con caricatore inserito: 173 mm Larghezza massima all’altezza del selettore: 43 mm
Siamo nella media di fedeltà, con qualche millimetro di discrepanza dalle dimensioni originali. Il peso è minore, anche se, impugnando si sente un buon bilanciamento. Il modello ha le componenti principali in ABS, con parti interne ed elementi metallici. L’aspetto generale è plasticoso, e molta colpa deve essere attribuita alla scelta delle guanciole nere, anziché color legno.
Le parti in plastica sono stampate abbastanza bene, con una finitura opaca; ma sul fusto sono presenti segni minuti di stampa e ritiri, che denotano una tecnologica di produzione un po’ datata. Le parti non visibili sono finite con minor cura.
Non vedo scritta o marchio impressi, ad eccezione di un minuscolo punzone sagomato a freccia, sul fianco destro del ponticello.
So che il realismo ne soffre, ma di mio preferisco il niente, rispetto a scritte di fantasia. Detto questo, la 93R vera ha una sagoma pulita, e parecchi comandi; e qui entrambe le cose sono ben presenti. L’unico neo mi paiono i fori di compensazione sulla volata dell’outer barrel, troppo ampi; erano così nei primissimi esemplari, per quanto so, e poi furono modificati per aumentarne l’efficacia.
Le mire anteriore e posteriore sono fisse, e prive di riferimenti colorati.
I comandi della 93R sono tutti sul fianco sinistro; dal davanti, si trovano la leva di smontaggio (il cui pulsante di sicurezza è sul lato opposto), quindi la leva hold open, il selettore di tiro, la sicurezza manuale, e il cane.
Sotto, ci sono il grilletto, e, alla base del ponticello, il pulsante per lo sgancio del caricatore. La leva dell’hold open opera spinta da un risalto collegato all’elevatore del caricatore; un vantaggio non da poco è che in questa replica la sua sede è ricavata in un inserto metallico, e quindi non dovrebbe deteriorarsi rapidamente (come i carrelli in plastica, dove di solito è il primo a cedere).
Selettore e sicurezza sono installati coassialmente. Il primo in posizione orizzontale consente la raffica, e ruotato verso l’alto il colpo singolo; le due modalità nella real steel sono segnalate rispettivamente con tre ed un puntino bianco; qui sono impressi, ma non colorati. La raffica non è limitata a tre colpi, a differenza della KWA.. In un primo momento mi parve una caratteristica irreale; poi ho visto questo, ed è passata… {qtube vid:=TBXk7qlRjp0}
{qtube vid:=_1cFUJEaYrI}
La leva di sicurezza è sulla sinistra del cane, e si attiva ruotandola verso il basso; un punto rosso segnala che l’arma è in condizione di sparo. La sicurezza funziona in due modi. A cane armato si interrompe la catena di scatto. Armando il cane a sicura inserita, la catena di scatto funziona, consentendo di abbatterlo, ma non di sparare. In ogni caso, con la sicurezza attivata la replica non spara.
Il cane rimane esteticamente identico alla 92; azionandolo, non si ha la mezza monta di sicurezza. Il grilletto pure è lo stesso della 92, ma, essendo la 93R a singola azione, la sua posizione è leggermente arretrata. Il pulsante per lo sblocco del caricatore è posto alla base del ponticello; il ritegno funziona bene, e si innesta con un suono secco ben percepibile. Le guanciale sono stampate in plastica nera; anche se corrette nella forma e nel dettaglio, costituiscono uno fra i maggiori punti di detrimento estetici di questa replica. All’estremità inferiore del calcio, sul lato destro, ci sono due fori, uno dei quali praticato in uno sprone; con un incavo sul dorso, permettono di applicare la gruccia. Ne parliamo più avanti, nel dettaglio. Il ponticello è di ampie dimensioni, ed ha imperniata alla sua base anteriore una impugnatura, in profilato metallico, per favorire il controllo durante la raffica. L’impugnatura, quando è ritratta, è in posizione parallela al fusto; per utilizzarla, viene fatta ruotare verso il basso di circa 45 gradi. Un meccanismo a pistone la trattiene nelle due posizioni.
Per utilizzare l’impugnatura, si infila il pollice della mano debole nel ponticello, afferrandola con le altre dita.
Esternamente, i componenti metallici visibili sono: l’impugnatura pieghevole ed i suoi accessori, il grilletto, la leva ed il pulsante di fermo per lo smontaggio, la leva dell’hold open, la biella della catena di scatto, la sicura, il cane, le viti delle guancette e lo sprone per il montaggio della gruccia.
E dato che ho parlato di smontaggio, vediamo come lo si effettua. Si estrae il caricatore, e quindi, tenendo premuto il pulsante di fermo posto sulla destra del fusto, si ruota in senso orario di 45 gradi la leva.
Si fa scorrere in avanti il carrello, sino a liberarlo dal fusto.
Si preme leggermente verso l’avanti l’asta guidamolla, liberandola dal ritegno, e quindi la si rimuove (attenzione, la molla è abbastanza potente, e può “sparare” lontano l’asta). Si spinge leggermente in avanti la canna, sino a separarla dal gruppo gas, e quindi se ne solleva l’estremità posteriore, e la si estrae dal carrello.
L’inner barrel scorre liberamente nell’outer barrel, e si estrae semplicemente tirando.
L’intero permette di vedere che tutti gli elementi meccanici principali sono montati in metallo e montati su supporti metallici. Lo stesso vale per le rotaie, interamente di metallo nel fusto, e parzialmente nel carrello.
Il plastica è invece stampato l’outer barrel, ed è certamente un peccato. L’allineamento fra inner e outer barrel è assicurato da quattro sporgenze. La canna è in metallo giallo, ad anima liscia e ben rifinita; posteriormente c’è la camera di alimentazione, in plastica, con un hop up fisso.
L’esemplare offertomi era destinato al mercato statunitense, e per questo ha la regolamentare striscia rossa sulla volata; un fastidio che vedrò di risolvere. La ricomposizione avviene seguendo in ordine inverso la procedura che ho descritto e tenendo presenti alcuni piccoli accorgimenti. Per reinserire l’asta guida molla, prima infilatela nella molla, e comprimete quest’ultima; quindi infilate l’estremità anteriore dell’asta nel suo alloggiamento sul carrello, ed infine appoggiate l’estremità posteriore al piccolo risalto sulla canna.
Facendo scorrere all’indietro il carrello, con il pollice trattenete l’asta al centro. Sul bordo superiore destro del carrello si nota una parte rotonda sporgente, in metallo chiaro. Bisogna comprimerla, per consentire al carrello di arrivare a fine corsa.
Il caricatore è quasi interamente realizzato in metallo, salvo una fascia nella parte inferiore, prolungata nell’originale per aumentarne la capienza.
Prima cosa, il rifornimento. Il serbatoio del gas ha valvole robuste e di generose dimensioni; quella di entrata ha la doppia guarnizione, che impedisce il classico sbuffo, segnale di perfetto riempimento. L’operazione comunque si chiude in pochi secondi.
Il rifornimento dei pallini può avvenire manualmente, oppure tramite un utensile a tramoggia e pistone, fornito in dotazione. Questo funziona bene, caricando una ventina di sfere con una singola pressione. La capienza è ottima: ben 40 pallini, collocati in un alloggiamento bifilare.
Anteriormente, una feritoia consente di verificare istantaneamente quanti siano i BB disponibili. Una cosa apprezzabile è che le labbra del caricatore sono in metallo, e non rischiano rotture per un rilascio improvviso dell’elevatore (che ha un pulsante di comando manuale). Ho notato che nell’inserimento del caricatore, la valvola d’uscita ha per un istante una piccola perdita; evidentemente, tocca le pareti dell’alloggiamento. Una volta in sede, la tenuta del gas è ottima.
Questo accade perché, almeno sul mio esemplare, il pistone della valvola sporge di circa 1 millimetro oltre il caricatore; e comunque, a cane disarmato, l’inconveniente non si manifesta, per cui puàà essere che sia l’alloggiamento della molla a muoversi un poco.
Una volta inserito il caricatore, disattivata la sicurezza, e scelta la modalità di tiro, arretrando il carrello si introduce il primo pallino in canna, e si arma il cane. Attenzione, se poi si intende abbatterlo, estrarre prima il caricatore, per evitare di far rinculare il carrello e magari di ferirsi una mano, in quanto la 93, a differenza della 92, non ha la leva di abbattimento.
L’arma è a singola azione, ma lo scatto non è certo da tiro: il grilletto percorre ben 13 millimetri prima di rilasciare il cane. La resistenza alla trazione è consistente ed omogenea per tutta la precorsa, mentre il punto di scatto è ben avvertibile, ed il rilascio del cane avviene dopo un millimetro circa. La trazione necessaria è di circa un chilo e mezzo. Il rinculo è buono, netto, e rende la raffica particolarmente piacevole, anche se non ostica. Il gas è sufficiente per finire a raffica un caricatore di pallini, se si sparano serie brevi e si lascia un po’ di intervallo in mezzo. Osservando i tracciati sonori, si nota che il singolo ciclo di sparo si esaurisce in poco più di sette centesimi di secondo.
La raffica è buona: abbiamo misurato sette colpi esplosi in sessanta centesimi di secondo, e, giocando con la matematica, una cadenza teorica di 700 colpi al minuto. Certo, è un rateo ben inferiore all’originale, ma i quaranta colpi del caricatore se ne vanno in cinque secondi…
Il tiro è preciso, anche con l’hop up fisso. E veniamo alla gruccia, di cui in realtà ignoro chi sia il produttore.
Questo accessorio riprende con qualche libertà l’originale, e, realizzato completamente in metallo, è decisamente ben fatto. Lo si fissa alla replica mediante due perni, che si inseriscono in due fori praticati alla case del calcio, e lo si ferma con un nottolino, bloccato a sua volta da un fermo scorrevole.
Per ridurre l’ingombro, la gruccia può piegarsi in due, azionando un fermo posto allo snodo. Le due parti rimangono unite grazie ad un perno sporgente sulla parte inferiore. La gruccia estesa misura 37,8 millimetri, e ripiegata 23,5, e pesa 383 grammi.
Bene, lasciando alle immagini ogni altra descrizione, questa gruccia è efficace come ogni altro calciolo per pistola. Aiuta la mira su bersagli distanti, nei limiti dell’arma, e asseconda il tiro a raffica, ma non è robusta o salda come una calciatura fissa, ancorché pieghevole. Certamente non sopporta urti o tormenti, e oltretutto il perno di fissaggio anteriore alloggia in un foro ricavato nella plastica.
A questo punto, arriva il momento delle valutazioni. Per quanto ho potuto vedere, si tratta di una delle repliche GBB più idonee al ruolo di backup nel Grande Gioco. Sufficientemente robusta e soprattutto capiente nel caricatore, questa 93R si ripone tranquillamente in una fondina creata per la sua sorella minore, o altre automatiche di simili dimensioni. Ho provato un modello della Radar, neppure costosissimo, adatto al porto sia alla cinta che ascellare, e persino con la gruccia non è ingombrante.
Il reenactment e la 93R? Forse, ma l’originale è nata troppo di recente, per ricostruire… e si lega ad eventi ancora tragici e vivi della nostra storia. Però il farla apparire può voler dire che, appunto, di storia e non più di cronaca si parla. Tiro di precisione o dinamico? Secondo me, l’apparenza dimessa nasconde una cerbottana a gas (espressione non mia, ma così bella che la prendo a prestito) decisa a farsi rispettare, ed a regalare soddisfazioni quando ci si sia fatta la mano. Volendo avere una 93R In collezione, esistono certamente repliche più fedeli che questa. A meno che non si decida di lavorarci sopra un poco (e credo che ci proverò anch’io). Il vero divertimento qui è il barattolare, a colpo singolo o a raffica, e magari col calciolo.
Devo ammetterlo: nella mia piccola collezione, fa la sua bella figura, e come voto al modello non ritoccato, strappa almeno un sette. Sotto il profilo operativo, purtroppo non brilla per durata ed efficienza. Dopo un limitato numero di caricatori, il meccanismo inizia a “perdere colpi”, e intervenire non è cosa fra le più semplici.
English digestThere is a short number of the Beretta M93R around the ASG market; and this one, branded STTI, it lays on the cheaper side.
Inspired by the semi and full auto Italian pistol, this replica it is almost fully done by plastic. The resemblance with the original it is on the average side, mainly for the black grips. There is an almost absolute lacking of markings; not the best, but on my point of view better than fantasy creations.
The M93R it is basically a Beretta 92, following the same disassembly procedure, but with different commends. On the back of the slide left side, there are two levers. The first one it is regulating the firing mode (in the original single shot and three rounds burst, in this replica single and full auto), and the second one it is a safety.
This replica it is gas operated, and on the first times it operated cleanly and without faults. Unhappily, after a short number of magazine fired, it started to misfire. A mechanical repair it is not a simple matter, so I suppose I will turn my head to other brands models.
Well, but with a little painting effort, this model could stand in every collection.
Nocs - Foto di Vincenzo Coraggio El Mazariol Clicca qui per discuterne sul forum. |

















































