| KWA - M945 |
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| Written by Mazariol |
| Saturday, 06 March 2010 09:13 |
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There are no translations available. Trattiamo oggi della Smith&Wesson M945 prodotta dalla KWA, una pistola dall'aria "storica" ed importante che però, come vedremo, può essere vista non solo come un elemento da collezione ma come una vera e propria arma di backup per il gioco del Softair. Today we will talk about Smith&Wesson M945 made by KWA, an hystorical and important gun but also a good backup "weapon" for airsoft. La storia.(English version in the end of the review)La Smith & Wesson terminò lo sviluppo della sua Modello 945 nel 1997 e la presentò ufficialmente l’anno seguente. Anche se la società statunitense, nel corso degli anni, aveva senza clamore prodotto diverse componenti per la pistola modello 1911, sino ad allora si era decisamente rifiutata di proporre un’arma che aveva l’impronta e lo stile della sua secolare avversaria, la Colt. Nel 2004 si arrese, presentando il suo ottimo modello 1911, e per strano che sembri, questo non segnò la fine per la Model 945. La S&W aveva esaurito nel 1983 la richiesta dei suoi clienti per un’automatica in calibro .45, col modello 645, realizzato in acciaio inossidabile, e con meccanica a doppia azione. Pensata per un uso professionale di polizia, sul mercato statunitense la nuova arma ebbe un ragionevole successo di vendita. I tiratori “civili” non erano però interessati a scatti pesanti in doppia azione e chiedevano un’automatica in singola azione. A metà degli anni ’80 apparve quale risposta la Model 745, ispirata da una pistola custom, la Supergun II, realizzata da Tom Campbell partendo da una 645 modificata, portandola a funzionare in singola azione e con sicura manuale sul carrello. Nel decennio successivo, sul mercato fu proposta la Model 845, sempre pensata per il mondo del tiro sportivo e da divertimento; nonostante il soprannome di "Bull’s Eye" (centro del bersaglio), la nuova pistola, sempre ispirata dalla creazione di Campbell, non destò particolari entusiasmi. A questo modello ne fu affiancato un altro, che recepiva una sorta di stile 1911, senza voler entrare nelle copie dell’automatica Colt: la 945. Il lavoro di progettazione fu affidato all’ingegnere Dick Mochak, che, fra l’altro, partì dall’idea di risolvere quelli che definiva “i peccatucci della 1911”. Dallo schema Browning erano ripresi il calibro, il sistema di chiusura, la sicura dorsale, e quella manuale da abbassare col pollice per disattivarla; ma la base di partenza era la pistola automatica 4506, ripensata stilisticamente in modo tale da guadagnare una propria personalità, funzionale ed estetica, senza tradire quella filosofia che gli appassionati domandavano anche alla Smith and Wesson. Gli elementi caratterizzanti la 945 non sono pochi. Il carrello non ha la linea morbida ed essenziale della 1911, ma è arricchito da fresature e nervature che contribuiscono a dargli un aspetto filante, snello nonostante le mire, ed in specie quella posteriore, di generose dimensioni. Gli intagli di presa sono ricavati sia posteriormente che anteriormente (questi ultimi, con un occhio alle competizioni IPSC); inizialmente praticati quasi verticalmente, hanno poi avuto anche un disegno lamellare del tutto caratteristico. Il calcio, pur mantenendo la sicura automatica dorsale, ha un disegno assolutamente nuovo, formando col resto dell’arma un angolo ridotto, sia per favorire l’alimentazione, che per agevolare la presa. A questo contribuisce un incavo ricavato alla giunzione col fusto, che richiama un poco le automatiche CZ o la Bren Ten. La stessa sicura automatica è stata appositamente studiata e tuttora prodotta dalla Wilson Combat. Lo spessore è decisamente inferiore a quello della 1911. L’assieme di questi fattori porta il tiratore ad impugnare “automaticamente” in modo corretto la 945, i cui comandi, di dimensioni maggiorate ma non ingombranti, sono tutti facilmente accessibili dal pollice. La presa è favorita dalle zigrinature praticate anteriormente e posteriormente sul calcio, e dalle ottime guancette in legno. La 945 è nata, è stata ed è prodotta nel Performance Center della Smith & Wesson, il reparto specializzato nelle lavorazioni di alta classe; ogni arma realizzata è rifinita manualmente, ed il risultato offerto comprende uno scatto leggero e filante, dei comandi sicuri senza essere resistenti, ed un rinculo ben controllabile. La nuova pistola non ha acquisito un grande settore nel mercato armiero, ma ha guadagnato uno zoccolo duro di appassionati, che giurano si tratti della migliore .45 sulla piazza. Una di quelle che negli Stati Uniti sono soprannominate “race gun”, pistola da corsa. La casa produttrice indica queste caratteristiche:
Modello: 945 Calibro: .45ACP capienza: 8+1 proiettili canna: 127 millimetri mirino anteriore: nero a lama, con innesto a coda di rondine mira posteriore: nera. A regolazione micrometrica grilletto: da competizione, con regolazione della corsa lunghezza complessiva: 203,2 millimetri peso ad arma scarica: 1,133 chilogrammi Confesso: quando per la prima volta ho visto questa replica, prodotta dalla KWA, sono rimasto perplesso, non conoscendo per nulla l’arma originale. La sensazione era quella di una 2011 smilza, assieme simile e diversa alla mitica arma originale. La curiosità ha preso il sopravvento, alla fine; ho scoperto il pedigree della 945, le sue caratteristiche decisamente elitarie, lo spirito che ne ha ispirato la progettazione sotto il profilo tecnico ed estetico. Beh, lo dico subito: raramente ho visto tutto questo catturato così bene in un modello, non solo nelle proporzioni, ma nelle stesse caratteristiche di funzionamento, che restituiscono molte sensazioni legate all’arma vera. La replica viene fornita in una gradevole confezione di cartone, dalla grafica classica giocata sui toni di marrone ed oro.
All’interno, un alloggiamento sagomato in polistirolo di colore grigio scuro protegge, e nel contempo presenta autorevolmente e valorizza la replica e i (pochi) accessori.
Il manuale c’è, ed è scritto in cinese, con le consuete illustrazioni; per fortuna, su internet è possibile trovare la versione in lingua inglese. Dicevo degli accessori… ma ne trovo uno solo, l’attrezzo per regolare l’hop up, assieme ad un sacchettino di pallini. ![]() Non importa, perché l’occhio e la mano corrono subito alla riproduzione, ed è una soddisfazione scoprire poco a poco l’altissima qualità che la ditta taiuanese è riuscita ad offrire. Dico subito che questa 945 ha fusto e carrello in ABS di più che buona qualità, con tutta una serie di componenti estetici e funzionali in metallo; la superficie della plastica è nera ed opaca, con bordi netti sia negli incavi che nei rilievi, e senza alcun segno di stampo. ![]() La lunghezza complessiva è di 22,1 millimetri, l’altezza di 14,6 a caricatore inserito, lo spessore massimo di poco inferiore ai 40 millimetri, e quello all’impugnatura di circa 27 millimetri. ![]() Sulla bilancia, la replica pesa 570 grammi, che salgono a 813 col caricatore; una bella differenza dall’originale. ![]() Un risultato notevole, che si apprezza particolarmente sui fianchi del carrello, caratterizzati da fresature e nervature. ![]() Le componenti esterne in metallo comprendono la sicura automatica dorsale, le leve della sicura manuale e dell’hold open, il cane, le mire, il grilletto, l’estrattore, e le viti delle guancette. Anche il caricatore è riprodotto quasi interamente in metallo, con il fusto ricavato da lamiera in metallo chiaro finemente satinata. Il pulsante di sgancio del caricatore è finemente zigrinato sulla superficie di appoggio del pollice. Di metallo si è fatto ampio uso anche nei meccanismi interni; il fusto in ABS ospita un supporto che corre per la sua intera lunghezza, ed a cui sono collegati tutti gli elementi dello scatto, realizzati nello stesso materiale. Il grilletto è del tipo match, in metallo chiaro satinato, con delle perfette zigrinature verticali sull’incavo d’appoggio del dito, ed una vite a brugola che ne regola la corsa. ![]() Le guancette sono in ABS color noce, marezzate di nero, estremamente realistiche. ![]() Le mire sono ben acquisibili, grazie anche a tre riferimenti circolari in vernice bianca. ![]() Il mirino anteriore può essere regolato, ma la tacca posteriore è fissa. Entrambi mi paiono saldamente fissati, e non vi è il rischio che si allentino. ![]() Questo insomma concorre alla palma di migliore modello della mia piccola collezione, e, confrontato anche ad altri prodotti della KWA, a mio avviso li supera di un bel palmo. E veniamo al funzionamento. Per prima cosa, caricare… E quindi ecco il caricatore, esteticamente molto bello, e pensato per riprodurre le sensazioni del tiro. Il rifornimento di gas avviene senza problemi; la valvola non ha la doppia guarnizione, e quindi il classico sbuffo avvisa che il serbatoio è pieno. ![]() Il caricatore è monofilare ed ospita quindici pallini; il riempimento non è difficoltoso, ma avviene manualmente, un pallino alla volta, e con entrambe le mani: una poggia il BB sul foro superiore, e l’altra lo spinge nel vano… come si fa per le pallottole. Le labbra del caricatore sono in metallo, e non temono, a differenza di altri modelli, colpi o pressioni dell’elevatore. ![]() L’elevatore durante il rifornimento viene fermato in posizione abbassata, mediante un apposito recesso; una piccola pressione lo libera, senza difficoltà. Il rischio è che lo si scordi bloccato in depressione, e che quindi si inizi il tiro a vuoto… Il caricatore entra senza difficoltà nel suo alloggiamento, e l’ingaggio del fermo è netto e ben percepibile anche all’udito. ![]() Il meccanismo di scatto è in doppia azione, e strappa l’invidia per le sue caratteristiche: la trazione è di soli 800 grammi, e la corsa di due (ripeto, due!) millimetri. Il cane armato ruota, e il suo sperone trova alloggio in un apposito incavo della sicura manuale. L’hop up si tara senza scomporre la replica, usando l’attrezzo apposito, che applicato ad una corona dentata posta attorno alla camera di tiro, permette la regolazione micrometrica. ![]() Con una carica di gas, a 20 centigradi, si tirano meno di 50 pallini… qualcuno ha scritto che questa replica è come una Cadillac: è bellissima, e consuma un sacco di gas. Personalmente, la stimo di una diecina di pallini sotto la media delle GBB da me provate. La precisione è più che buona: con mano ferma e buon occhio, un foro di un paio di centimetri basta a far passare un caricatore di BB (non è il caso mio, con mano tremula e occhi acciaccati…). La giustezza delle mire, invece, non mi ha soddisfatto: ai classici cinque metri, il punto d’impatto è alto di qualche centimetro rispetto al punto mirato. Giusto dire che qui ho mirato al centro del bersaglio, e caricato con pallini da 0.20, mentre stimo che questa signora preferisca gli 0,25.
Anche azzerando l’hop up, si deve compensare lievemente la mira. Una volta presa la mano, si riesce a segare letteralmente in due il bersaglio, colpo dopo colpo. Lo scarrellamento è buono, ma non certo forte come in altri prodotti della stessa KWA. In compenso, l’hold open funziona perfettamente, e il blocco in apertura del carrello si avverte sia visivamente, che tattilmente. Lo smontaggio è quello classico per le armi con sistema di chiusura Browning a camma: - si toglie il caricatore - si arma il cane - si arretra di un paio di centimetri il carrello; questo ha sul bordo inferiore di sinistra un piccolo intacco, che deve essere portato in corrispondenza della leva dell’hold open - si preme sull’estremità sporgente a sinistra della leva dell’hold open, liberandola e facendola sporgere dal lato opposto - la si estrae completamente dalla sua sede - si fa scorrere in avanti il carrello - facendo attenzione, si solleva leggermente l’estremità inferiore dell’asta guidamolla, e la si sposta indietro, liberandola assieme alla molla che la avvolge - si spinge in avanti la canna, e quindi se ne solleva l’estremità posteriore - traendola all’indietro, la si libera. ![]() ![]() ![]() ![]() La scomposizione permette di apprezzare sia l’esteso uso del metallo nelle componenti interne, sia il barrel bushing posto all’estremità anteriore del carrello. Cos’è il barrel bushing? Ripensiamo un attimo a come funziona il sistema di chiusura. La canna ha due risalti semilunati sulla sua parte superiore, che normalmente alloggiano in due corrispondenti incavi sul cielo del carrello. Allo sparo, canna e carrello rinculano uniti per otto millimetri; qui la camma inferiore sporgente dalla canna incontra un risalto sul fusto, che la fa oscillare e libera il carrello dai risalti. Il carrello stesso, una volta esaurita la sua corsa, torna in avanti per effetto della molla di recupero, compiendo il ciclo espulsione – armamento del cane – ricarica, e riporta in avanti la canna, che ancora una volta oscilla, sollevando la parte posteriore sino a che i risalti non tornano nei loro alloggiamenti. Questo sistema impone una certa tolleranza nell’unione fra canna e carrello, e quindi un allineamento non sempre costante, a detrimento nella precisione dell’arma. Per rimediare, sono state create delle apposite boccole, dette barrel bushing, che garantiscono il costante posizionamento della canna rispetto al carrello ed al fusto. Qui, l’accessorio è costituito da due cerchi metallici, l’uno interno all’altro, imperniati orizzontalmente, e con quello interno libero di oscillare. ![]() La canna, alloggiandosi nei cerchi, può compiere il suo moto nel ciclo di sparo, ma torna ad essere correttamente riallineata col carrello in posizione di riposo. Francamente, tenuto conto che stiamo parlando di un modello, è una sciccheria non da poco. Dove si è risparmiato è sulla canna; l’outer barrel è in ABS, e assai poco realistico. ![]() ![]() La ricomposizione dell’arma ripercorre all’inverso le fasi descritte, con due avvertenze. La prima è di allineare correttamente l’anello interno del barrel bushing, perché riceva l’estremità anteriore della canna. La seconda, riguarda un piccolo perno sporgente sul lato destro del castello, che, reinserendo il carrello, lo blocca, se non è premuto. Due parole sulle sicure, che funzionano come nell’arma originale. Quella automatica è disattivata dalla pressione del palmo che impugna l’arma, e non infastidisce nel tiro. La sicura manuale ruota secondo lo stile Colt (su – sicura , giù – fuoco). Azionandola a cane abbattuto, blocca il carrello, ma non entra in sede, mentre a cane armato blocca carrello e scatto. ![]() E veniamo alla potenza… Non ho i soldini per comprare un cronografo, o, meglio, preferisco comprare una replica se ho due palanche in tasca… La M945 nelle fonti internet viene accreditata di potenze variabili dai 0,70 agli 0,83 joule, con BB da 0,20 grammi; personalmente, stimo veritiera la potenza più bassa. ![]() ![]() Bene, questa è la signora, e che ne posso dire? Prima di tutto, cosa penso se ne possa fare nei nostri universi paralleli. Per il grande gioco, non la vedo proprio adatta. Non tanto, o non solo, per non rovinarla esteticamente con un uso rude; ma piuttosto per la scarsa capacità di pallini, e lo scatto troppo leggero. Basta pensare, e la replica spara. Per reenactment? Ancora una volta no. La M945 è recente, e non è mai stata in divisa. Per collezione? Si, senz’altro, e senza remore. Questo modello è semplicemente stupendo, e possederlo soddisfa, non per ciò che riproduce, ma per come lo riproduce. Per tiro e barattoling? Ancora una volta si… per gustare il tiro lento, quasi rituale. Intendiamoci, questa replica i taps li tira benissimo, anzi, più che bene. Però il piacere sottile della punteria calma, del bersaglio ponderato, dello scatto lieve e che sorprende… beh, è un’altra cosa. Lo so, sono ricordi della vecchia scuola… ma anch’io sono di una generazione passata. Tirando le somme, chi ha pensato questo modello, ne sapeva parecchio di armi vere. Le scelte costruttive deliberate portano a cogliere lo spirito dell’arma elitaria, curando minuziosi dettagli, e trascurando elementi forse commercialmente rilevanti, ma non coerenti alla filosofia dell’arma vera, e di questa replica, che, come l’originale, è di nicchia. Tenuto conto anche del prezzo non elevato a cui la si trova, questa M945 merita un otto, che sarebbe un nove se le mire si potessero regolare sul tiro. Mazariol Clicca qui per discuterne sul forum. ![]() English digestS&W M945 - KWA The Smith and Wesson M945 .45 auto caliber automatic pistol will represent an attempt to offer to the American shooter an high grade handgun, in their preferred caliber. Highly finished, sharp and with an appealing look, this gun achieved a small but persistent niche of users. Here the English speaking people could find the producer description of this shooting masterpiece: click here. Well, moving to the GBB replica made by KWA, I will start from the box, that sports outside a stylish boxart, no fringe brown and gold… Inside, there are just the replica, its beautiful magazine, a bunch of BB and the hop up adjusting tool usual with this producer models. I found a Japanese (I suppose…) manual; not the best, but it was full and well illustrated, and a Net search give me also the English variant. And that’s enough about accessories; right the time for the replica itself. Well, may I use the term gorgeous in order to describe its overall exterior quality? The model main parts are all made by ABS, with a sharp, high level molding, that presents no seams. All details are clean, both being in positive or negative molding. Overall dimensions seems correct; but the weight it is quite lighter than original: just 570 grams, that will raises to 813 adding the magazine. There are no markings, apart a “made in Taiwan” sticker; sadly, the muzzle it is painted in bright red. Moving to the details, the slide it has two serration milling series, in front and back; this is intended in the real steel ofr use in IPSC contests. The front sight it is made by metal, and dovetailed into the slide; the back sight it is plastic made, and integral to the slide; a pity, for it will prevent a fine sighting adjusting. Both sights will bear white dots for a fast alignment. Other external parts (hold open, manual safety lever, automatic grip safety, magazine release button, are made by metal). The manual safety it is ambidextrous, and it has a larger thumb rest. The trigger it is of the lightened model, in white metal with front vertical engravings to offer a better grip; its travel could easily be regulated, via a small screw. The textured panels are made by plastic, but will represents one of the highest quality examples I have ever seen on a replica; absolutely delicious for colors and cleanness. Also the magazine will represent a nice piece of work; made almost entirely by white brushed metal, it has only a flaw in the plastic upper part; this will expose it to damage just for small impacts that could happens. The magazine will hold 13 BB in a single stack, that could be filled from the top of magazine store. Until now, I have stated that this model will represent a joy for every collector… and what’s about the shooters? Well, filled with BB and Green Gas, this replica will present one of the lightest and better trigger actions I’ve ever tested; it seems that just think to shot, will leave the bullet fly… The recoil it is very mild; nothing to dare with most recent models, also made from the same producer. The sights are well done, and easy to allineate. Unfortunately, the bullets at my usual 4 meters will hit the target almost 10 centimeters higher than the aimed point. Also if using heavier 0,25 BB, and zeroing the hop up, I was not able to collimate the aimed and impact points. The consistency it was not more than average for a “straight from the box” item. And with a gas fill, it is possible to shoot about 30 – 40 times at least. Disassembling this replica it is not different from the usual 1911: after removing the magazine, the slide must be moved back a while, in order to free the hold open – disassembly rod. This one must be pushed out from frame right side, and removed . The slide must be pushed forward, and separated from frame; and as last thing, spring and barrel may have to be removed too. Also the interior it is very similar to the original, replicating very well the Browning later system; as a touch of charm, there is a brass muzzle bushing to realign the barrel and the slide… Against, a pleasure for collectors, but with not such a result for the shoooter. And so will be my mind about the KWA M945; a must have for ASG collectors, something amusing for relaxing plinking, not so good for precision shooting, and for the softair fields. Mazariol Click here to discuss about on forum. |
| Last Updated on Thursday, 13 May 2010 12:47 |
































