
La pistola modello 1911 A1, in arte Colt '45, non credo meriti descrizioni approfondite; da quasi un secolo rappresenta una pietra di paragone, ed una fonte d’ispirazione (e di plagio) per chiunque voglia realizzare una pistola semiautomatica di grosso calibro affidabile ed efficiente. L'arma ideata da John Moses Browning è stata oggetto di un’evoluzione che, dall'ultimo quarto dello scorso secolo, ha visto apparire sul mercato tutta una serie d’evoluzioni, in cui, mantenendo inalterata la struttura sostanziale, n’erano via via eliminati i difetti ed esaltati i pregi. The 1911 A1 pistol, aka Colt '45, do not deserve in-depth descriptions. For nearly a century is has been a touchstone, and a source of inspiration (and plagiarism) to anyone who wants to build a large-caliber semiautomatic pistol reliable and efficient. The weapon designed by John Moses Browning was the subject of a development which, by the last quarter of last century, it has appeared on the market with a series of evolutions in which, while maintaining substantial structure, were eliminated the defects and enhanced values. Read more...

un buon compagno di gioco
a good gaming fellow

Eccomi qui finalmente a recensire la replica dell'LBT 1961 A realizzata dalla ditta PANTAC.
So, here I'm to test&review the LBT 1961A PANTAC replica.
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Prodotto dalla Trijicon di Wixom, Michigan, il Reflex Sight mod. RX01 NSN è una delle ottiche da combattimeno più interessanti reperibili sul mercato.
Produced by Trijicon from Wixom, Michigan, the Reflex Sight mod. RX01 NSN is one of the most intresting combat optics available on the market.
Eppure, l’invasione delle Low Cost sembra avere dato nuovo stimolo alle case più note, sia per la tipoligia dei prodotti offerti che per il prezzo non indifferente che li caratterizzano e distinguono.
Bere o affogare, sembravano essere le possibili opzioni.
Invece, ditte come VFC, MARUI, CLASSIC ARMY, G&G, si sono date da fare investendo su nuovi progetti ovvero affinando i prodotti giĂ noti.
VFC/GB TECH che ha prodotto pregevoli repliche degli SCAR L ed H, ha appena lanciato sul mercato nuove ASG.
Una inedita, come il KAC PDW (che sarĂ presto recensito su ASC), alcune giĂ note, quali quelle della famiglia COLT AR 15, ma caratterizzate da nuove soluzioni tecniche e, in particolare, dalla cura nella riproduzioni dei dettagli e nella scelta di materiali costruttivi di alto livello.
Sembra il “solito” CQBR, ma così non è.
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In sostanza, la Colt ha messo a punto una serie di “Upper Receivers”, che si differenziano per la lunghezza di canna impiegata e per il tipo di astina paramano che può variare dalla classica in termoplastici alla più sofisticata “railed” che consente il montaggio di accessori esterni.
La sigla CQBR corrisponde a Close Quarter Battel Receiver, cioè ad un “upper receiver” (la parte di guscio superiore che contiene l’otturatore…) un’astina “Railed” di lunghezza media e una canna di soli 10,3 pollici di lunghezza, pari a 262 millimetri.
L’arma così assemblata è contrassegnata dalla sigla militare MK 18 MOD 0.
LA REPLICA VFC
La nuova ASG viene fornita un una splendida e funzionale valigetta di plastica, come quella giĂ fornita assieme alle repliche della serie SCAR.
La valigia contiene la replica, lo specifico silenziatore replica di quello prodotto dalla KNIGHTS ARMAMENT appositamente per questa carabina, il caricatore maggiorato da 300 colpi, l’anello da 30 mm marchiato Wilcox e il libretto di istruzioni che, in ultima pagina, è completato di una illustrazione che fa presagire quanti modelli di upper recevers, la VFC sta preparando per modificare la replica secondo le preferenze.
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La prima sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un’arma vera, tanto le superfici dei gusci e delle plastiche sono curate.
Imbracciata, la nuova replica VFC si rivela leggera e bilanciata.
La grip che ospita il motore, la grip verticale anteriore e i copri slitte in dotazione, trasmettono una sensazione di realismo e soliditĂ .
C'è solo un piccolo gioco, tra la grip ed il guscio che può risultare fastidioso, poichè lo si percepisce sul palmo della mano che stringe la grip.
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Il calciolo modello Crane (che riporta i loghi originali, così come sono indicati sulla grip anteriore e sui copri slitte quelli della Knight’s Armament…) scorre sul tubo in maniera fluida senza alcun dondolamento, tipico di altri CQBR più diffusi.
Quando la si rilascia, la manetta di armamento torna in posizione di riposo mentre il finto otturatore rimane arretrato, ingaggiato dall’apposito meccanismo. Basta premere il pulsante del Bolt Catch, ubicato a sinistra del receiver, che il finto otturatore si libera per scattare in chiusura.
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Come accessorio di aftermarket, c’è la levetta che può essere montata al posto del cilindretto indicatore di destra rendendo quindi ambidestro il meccanismo del selettore.
Non si tratta di un errore di produzione, bensì di una precisa scelta per rendere ancora più realistica la replica.
In questo senso, VFC non ha voluto nè forare il caricatore, come su quelli HK 416 (lì, la scelta è stata condizionata dal fatto che i caricatori per HK 416 sono più lunghi di quelli stadrad) nè che in una così fedele riproduzione si intravedesse la cresta della rotella di caricamento.
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In ogni caso, la replica VFC accetta anche altre marche di caricatori, più adatti all’impiego per il gioco soft air.
Il fucile è corredato di una splendida replica del silenziatore QDSS-NT4 prodotto appositamente dalla Knights Armament per questo fucile.
E’ stato riprodotto fedelmente anche il meccanismo di aggancio/sgancio del silenziatore vero.
Alla prova di sparo, il silenziatore si rivelerĂ estremamente efficace.
L’ANELLO PER IL RED DOT
Il fucile è fornito, inoltre, con un leggerissimo anello da 30 mm, marchiato WILCOX IND. , utile per l’installazione di ottiche o red dots tipo Aimpoint con tubo da 30 mm.
Il fissaggio alla slitta Picatinny (da 20 mm) del fucile è immediato e facilitato da una ghiera zigrinata di generoso diametro.
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Il calcio è di particolare costruzione.
Il tappo posteriore si rimuove premendo due denti che si infilano nella pala. Rimosso il tappo, troviamo un secondo tappo che chiude i due tubi della pala.
Il calcio CRANE in dotazione può ospitare batterie della serie KRAU (cioè, non large) oppure, come ho scelto io, le LI ION da 11,1 volts, appositamente assemblate vendute dal nostro inserzionista STC.
Dal tubo su cui la pala scorre senza giochi o dondolamenti, sporge il connettore tipo Tamya mini, di colore nero.
Il cavetto di alimentazione è dotato di un fusibile ospitato in un contenitore cilindrico.
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GLI ORGANI DI MIRA
Gli organi di mira stadard sono costituiti dalla classica tacca di mira trapezoidale anteriore e dalla tacca di mira tipo "DEV GRU", marchiata LMT.
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Ho testato il fucile sparando pallini da 0,25 grammi, marca Marui High Grade.
Al cronografo, con Hop Up in posizione di riposo, dopo avere sparato alcuni colpi di riscaldamento, l’ASG si è stabilizzata sull’energia compresa tra 1,03 ed 1,08 Joules.
Ho sparato diversi caricatori, ma le successive prove hanno confermato l’energia misurata all’inizio.
La prova “balistica” e regolazione dell’Hop Up hanno richiesto un paio di caricatori da 300 colpi prima di ottenere risultati ottimali.
I primi tiri evidenziavano una certa difficoltà nel trovare una corretta registrazione dell’Hop Up, il quale risultava alternativamente eccessivamente efficace e meno efficace.
Sparati quei seicento colpi, il fucile si è stabilizzato e la registrazione dell’Hop Up è diventata più efficace.
Ho ottenuto una regolazione tale che i colpi, sparati sia a singolo, in rapida successione e, poi, in full auto, hanno prodotto una vera e propria scia continua e tesa. La batteria da 11,1 volts, sicuramente estremamente potente, non ha scomposto il fucile che, pur con un ROF per nulla non realistico, non ha mancato un colpo.
La prima parte dello smontaggio dello MK 18 MOD 0 di VFC, non differisce per nulla da quello di altri modelli analoghi.
Si sfila il perno passante anteriore e, facendo attenzione a non danneggiare la finestrella dell’otturatore, si separano i gusci superiore da quello inferiore.
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Svitata la vite, si rimuove la levetta, curando di non perdere la sferetta di acciaio, caricata da una molla molto piccola, che serve a mantenere stabile la regolazione del selettore.
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Infatti, a differenza dei “fratelli” di altra marca, l’MK 18 MOD 0 VFC richiede lo smontaggio della leva del selettore.
Usando un cacciavite a lama molto sottile, è necessario staccare la piastrina di acciaio che, rimossa (possibilmente senza perforasi un dito…).
La piastrina è trattenuta alla leva del selettore, da un paio di gocce di colla.
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In sostanza, due coppie di ingranaggi - due dei quali simmetrici e collegati da un alberino che attraversa il gear box - fanno in modo che al movimento della leva del selettore corrisponda lo spostamento in avanti ed indietro del selector plate – appositamente congegnato e realizzato di lamiera di metallo – e alla rotazione, sul lato opposto, dell’ingranaggio cui è raccordato l’ndicatore cilindrico.
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L’ingranaggio conico è spessorato con le classiche rondelle e, nell’esemplare oggetto della prova, ha richiesto l’aggiunta di uno spessore da 0.15 mm.
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Il gruppo aria è il consueto VFC: cilindro di acciaio, testa pistone di alluminio con rondella antitorsione, pistone di plastica trasparente.
L’esemplare in mio possesso non ha rivelato problemi di tenuta dell’insieme.
La molla corrisponde ad una M90 con spire a passo variabile, estremamente lunga.
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Di nuovo, c’è il guida molla il quale oltre ad essere dotato di cuscinetti antitorsione (di troppo, a mio avviso…) è dotato in coda di una vite conica la qual serve a tenerlo centrato rispetto al Gera Box.
Infatti, se nei piĂą diffusi modelli di Colt, la lunga vite che trattiene il calcio al fucile si avvita nello stesso guida molla, in questa splendida replica, la stessa vite fissa ad un inserto filettato solidale al receiver inferiore.
La vite sul guida molla, agevola il montaggio della lunghissima molla.
Avendolo aperto, ho approfittato per cambiare la molla di serie con una di nuovo tipo a passo variabile di mia produzione, molto corta e, quindi, molto facile da installare.
Rimontare il fucile non è facile. Infatti, il riallineamento degli ingranaggi del selettore con l’indicatore è faticoso.
Ci si deve armare di pazienza o si rischia di danneggiare i piccoli ingranaggi o il selector plate.
E' determinante riuscire ad allineare la sede dell'indicatore del selttore destro con il risalto presente sul corrispondete ingranaggio.
Dopo avere reinserito nella posizione corretta i meccanismi del selettore, si procede al montaggio della ASG in maniera analoga a quella di qualsiasi altro modello di M4 CQB.
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Ho testato nuovamente la replica dopo averla rimontata. Con la nuova molla, la potenza è calata, ma di poco, attestandosi a 1 J esatto con qualche tiro appena over Joule.
Sarebbe stato utile rimuovere la rondella antitorsione montata sul pistone e l’energia sarebbe scesa certamente al di sotto del canonico 1 Joule.
La precisione ed il rateo di fuoco della replica sono rimasti inalterati.
La rosata ottenuta a 20 metri, con pallini da 0.25 Marui sparati all’aperto, è notevole.
Il montaggio di un puntatore tipo red dot con l’anello doto in dotazione, rende questa ASG micidiale ed efficace.
Questa nuova serie di repliche VFC rinnova il mercato dei modelli Colt CQB. Sembrava proprio che, ormai, non ci fosse più nulla da dire o da proporre…
Se, poi, desiderate approfondire l'argomento, sul forum c'è un topic apposito.
Vincenzo “Etabeta” D’Angelo
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