NEW ELEMENT SEEMORE RAILWAY REFLEX SIGHT

NEW ELEMENT SEEMORE RAILWAY REFLEX SIGHTIl marchio C-MORE Systems distingue una società statunitense specializzata nella produzione di sistemi di puntamento a punto rosso per uso sportivo, destinati specialmente al tiro IPSC. I red dot C-MORE si distinguono per peso e dimensioni ridotte, e per il design frutto di una progettazione pensata per offrire la maggior visione dell’area di tiro.

Una loro caratteristica è quella di permettere la mira semplicemente allineando bersaglio e punto rosso, ovunque questo si trovi sulla lente.

Per scoprirne tutte le caratteristiche, questo è il sito dell’industria C_MORE.

I dispositivi C-MORE hanno riscosso e riscuotono un grande successo fra i tiratori, non solo sportivi, grazie anche ad una gamma che li offre in più versioni, per uso militare, sportivo, civile o venatorio.

La riproduzione di NEWELEMENT

Il marchio Element è ben noto a tutti i softgunners appassionati di customizzazione, grazie al suo catalogo ricco di parti ed accessori. Dopo un momento di crisi, la società è riapparsa con nome di New Element, mantenendo la sua ampia gamma di prodotti, e fra questi ci sono stati forniti due dispositivi di puntamento ispirati ai red dot C-More, il SEEMORE REFLEX SIGHT FOR HI-CAPA, di cui scriverò più avanti, ed il SEEMORE RAILWAY REFLEX SIGHT, oggetto di queste righe. Giusto precisare che la loro “fonte di ispirazione” è rappresentata rispettivamente dai modelli Serendipity e Railway di C-More.

Anche se ormai ho una certa esperienza di testi in cino inglese, credo che le deformazioni linguistiche qui siano del tutto volute, per evitare

Si tratta in realtà di un unico dispositivo, dotato nel primo caso di staffe da avvitare al fusto delle pistole GBB Hi-Capa prodotte dalla Tokyo Marui, e dei loro cloni, e nel secondo adatto ai moderni rail.

La confezione è molto semplice, realizzata in cartone e con stampati nome e logo del produttore; il contenuto è precisato da una etichetta adesiva.

All’interno, sistemati fra alcuni parallelepipedi di materiale antiurto, ho trovato due sacchettini di plastica, contenenti il primo il red dot, ed il secondo due chiavi Brugola ed una protezione per l’alloggiamento del diodo proiettore.

Era presente anche un foglio che descriveva le principali caratteristiche della famiglia di dispositivi, senza illustrarne il modo di installazione ed uso.

Il Seemore Railway è formato da due parti principali: il dispositivo di puntamento con corpo in materiale plastico, e la slitta per fissarlo a rail sia di tipo 1319 Picatinny che Weaver.

Per inciso, la differenza fra i due rail è data dalla disposizione degli intagli trasversali, che nel primo caso sono equidistanti fra di loro, e nel secondo posti a distanze disuguali.

Un esame esterno mostra che la qualità di stampa delle parti in plastica non si pone oltre la media, con evidenti sbavature e segni non rimossi del distacco dallo sprue di stampaggio. Queste carenze estetiche non portano, per le prove che ho fatto, a difetti funzionali o strutturali, e secondo me testimoniano la natura artigianale di New Element.

Come ho detto, questo red dot è provvisto di una slitta realizzata usando lamiera di metallo ferroso tranciata e piegata. Da tre feritoie sul lato destro passano altrettante viti, che trattengono dei fermi sul lato sinistro.

La vite anteriore è in posizione fissa, mentre quella posteriore può scorrere e quindi adattarsi a rail di differenti dimensioni.

In questo particolare esemplare, una delle due viti aveva la parte iniziale della filettatura di diametro minore. Niente di irreparabile, visto che ho potuto sostituirle con due viti da 4 mm di diametro per 40 di lunghezza, reperite in un negozio di bricolage, al fine di poterle eventualmente fissare con un dado.

Ho quindi fissato il Railway al Picatinny dell’ASG scelta per la prova, un Blaser LRS1 di King Arms. Il lavoro non ha presentato difficoltà, ed il dot ha dimostrato di rimanere in posizione corretta una volta serrate le viti.

Il diodo luminoso fisso è posto nella parte posteriore del Railway, in un piccolo alloggiamento metallico sporgente.

Come parte accessoria, è fornita anche una ulteriore protezione in plastica, che prende il posto di una placchetta trattenuta da due viti. Poiché il diodo è fissato alla scheda elettronica solo dai suoi piedini di contatto, è consigliabile installare questa protezione, che interferisce ben poco con la visuale del tiratore.

L’accensione e la potenza luminosa sono regolate da una minuscola manopola sporgente dall’estremità posteriore. La regolazione è continua, e può essere effettuata con le dita, od usando nell’apposito incavo un piccolo cacciavite.

Davanti al diodo, e chiuso da un coperchio fissato con due viti, è ricavato l’alloggiamento della batteria di alimentazione, che è del tipo CR-1/3N usato comunemente negli apparecchi fotografici. Nel Railway fornito per questa recensione, la batteria sembra aver trasudato del materiale ceroso; non so dire se si tratti di materiale protettivo, oppure di essudato causato dal suo deterioramento.

Lo schermo trasparente dove si proietta il punto luminoso è realizzato in vetro, cui sono applicati uno strato protettivo bluastro posteriore ed uno rossastro posteriore. Non mi pare abbia particolari proprietà ottiche. La forma è circolare, ed il diametro è di 27 millimetri.

Sotto allo schermo e sul fianco destro sono presenti due viti con testa a taglio e passo di filettatura corto, che servono a tarare il dispositivo. La regolazione è continua e molto sensibile.

Mancando le istruzioni, ecco alcune indicazioni su come azzerare il red dot.

Con questi dispositivi il punto proiettato deve spostarsi nella direzione dell’errore per correggerlo.

Quindi, se i bb colpiscono alto, la vite dell’alzo deve essere ruotata in senso orario, ed in senso antiorario se il colpo giunge basso.

Quando il tiro è spostato a destra, la vite della deriva deve essere ruotata in senso antiorario, ed in senso orario se i BB giungono a sinistra del bersaglio.

Nelle prove effettuate, la regolazione non si è modificata per effetto del susseguirsi dei tiri.

Sotto l’aspetto pratico, questo strumento ha caratteristiche legate alla sua specializzazione sportiva.

Come ogni altro dispositivo di mira, installandolo su una pistola diventerà impossibile usare le comuni fondine. Le due alternative sono una modifica artigianale, o l’acquisto di fondine IPSC.

La sagoma bassa lo rende a mio avviso adatto per l’installazione su fucili col calcio non allineato alla linea di mira, come è per l’M4 ed i vari derivati privi del maniglione di trasporto.

La forma ed il materiale rispondono bene alle esigenze del tiro di precisione, ma sono meno protettivi del dot a tubo su un campo di airsoft (su cui, del resto, ogni ottica andrebbe riparata con custodie trasparenti).

L’installazione è questione di pochi minuti, ma richiede una chiave Brugola da 2,5 mm non fornita nella confezione.

La sostituzione della batteria non è difficile, anche se le viti che fermano il coperchio del suo alloggiamento si inseriscono direttamente nella plastica, e col tempo possono spianare la filettatura. La taratura richiede un cacciavite, e la calma che si ha in un poligono.

Ed appunto in un poligono ho eseguito la mia prova, in una giornata grigia e poco luminosa.

Dico subito che il Seemore non è il C-more: i BB vanno sul bersaglio solo allineando punto rosso e cerchio dello schermo.

Questo allineamento avviene con facilità, sia nel tiro ad uno che in quello a due occhi aperti.

Il punto rosso è fra i più piccoli che mi sia capitato di incontrare: a dieci metri, copre un cerchio di circa sette centimetri, che divengono poco più di dieci a venti metri dal bersaglio.

La regolazione della luminosità permette di adattare bene il punto alle condizioni ambientali. L’irraggiamento periferico è contenuto, e non disturba più di tanto il puntamento di precisione nelle ore diurne.

Il tiro notturno stimo non si combini con nessun red dot.

Detto questo, nel tiro lento mirato il Railway ha fatto bene il suo lavoro. Dopo averlo tarato a dieci metri, sono riuscito ad avere delle rosate convincenti anche a venti, e con un fucile che ancora conosco poco. Devo dire che le regolazioni possibili nel calcio del Blaser mi hanno aiutato parecchio ad ottenere una buona posizione di mira.

Tirando le somme, questo prodotto della New Element si inserisce in un settore di nicchia, dove sono già presenti numerosi prodotti similari, e quasi tutti con struttura interamente metallica.

Si dimostra poco curato sotto il profilo estetico e nelle finiture costruttive, ma il lavoro per cui è stato pensato lo svolge bene.