In ogni guerra, antica o recente, vi è stata la necessità di un supporto sanitario d'emergenza in grado di soccorrere i soldati feriti direttamente sul terreno del conflitto.
La massima espressione di questa attività è oggi rappresentata dal Combat Life Saver (CLS).
Il Combat Life Saver può essere inteso come un corso fatto a soldati per soccorrere altri soldati feriti (ma anche civili) in teatri di guerra e per questo esula dalle consuete “linee guida” del soccorso civile e le adatta ad un “ambiente “ che nulla ha a che vedere, per fortuna, con le nostre città.
Date le estreme peculiarità e la "delicatezza" di questa formazione, difficilmente troverebbe spazio “reale” nel gioco del SoftAir anche se, sempre più spesso, gare e tornei presentano al loro interno singole prove di Primo Soccorso.
Per capirne di più abbiamo intervistato Roy Visona, istruttore CLS dell'esercito americano e anche di alcuni reparti italiani impiegati in missioni all'estero.
ASC: Roy, ci puoi spiegare cos'è il CLS (Combat Life Saver) e dove nasce?
ROY: Il soccorso al soldato ferito e sempre stata una questione di lealtà di ogni soldato, addirittura abbiamo testimonianze di intere battaglie messe in “pausa” per permettere, gli uni con gli altri, di soccorrere i propri commilitoni, emblematica la battaglia del bosco di Wengen. Vedi anche la nascita della Croce Rossa stessa per mano del Henry Dunant.
Ovviamente la formula del soccorso si svilluppa anno dopo anno con migliorie e strategie sul campo.
Già all’epoca del Vietnam, quindi fine anni '60 e primi anni '70 il cosiddetto “MEDIC” o “DOC” portava con sé, nella sua “ M5 aidbag”, materiale per “prolungare” la sopravvivenza del ferito, ecco la chiave su cui si è poi svillupato il CLS.
Quando si parla di URGENZA medica in traumatologia si parla spesso della “Golden Hour”, cioè l’ora d’oro, che è quel tempo di 60 minuti che và dal momento del ferimento all’arrivo in ospedale.
Le forze armate Statunitensi hanno raccolto statistiche per oltre 50 anni per vedere le cause principali di morte sul campo di battaglia, hanno poi elaborato una serie di “contromisure” per poter appunto contrastare queste morti e hanno delegato il compito non al medico e/o sanitario, che stà ad 1 ora di volo dal convoglio o pattuglia, bensì al soldato che ti stà a fianco. Nel momento del ferimento ci sono solo i tuoi compagni lì con te mentre i “CASH” o “MASH” (Roll 1-2-3) sono lontanti nelle retrovie, al sicuro.
Ecco che allora il soldato “Rossi” diventa all’occorrenza un soccorritore che ha il solo compito di arrestare ciò che ti può far morire (emorragie), rendere le vie aeree pervie, incanulare una vena prima che avvenga un collasso (e non la trovi piu!), decomprimere un PNX (pneumotorace iperteso) e sigillare un PNX soffiante.
In fondo il soldato “Rossi” deve solo “prolungare” i famosi 60 minuti e far sì che il ferito arrivi in ospedale con dentro il suo sangue, la sua aria, ed un accesso venoso per i farmaci.
Questo, in sintesi, è un CLS e come nasce.
ASC: Cosa viene insegnato ad un corso CLS e quanto dura?
ROY: Il regolamento indica una durata di 36-40 ore circa, cioè una settimana.
Bisogna ricordare che gli studenti sono prevalentemente laici nel campo del soccorso anche se ne ho trovati molti che avevano fatto già dei corsi.
I temi trattati sono:
Ruolo del CLS
TCCC: Tactical Combat Casualty Care – Trattamento del ferito in combattimento
Valutazione del ferito
Apertura e gestione delle vie aeree
Trattamento delle ferite penetranti del torace e del pneumotorace iperteso
Trattamento delle emorragie
Preparazione di un accesso venoso e terapia infusionale
Trattamento delle ferite addominali
Trattamento delle ferite penetranti del capo
Trattamento delle fratture
Trattamento delle lesioni spinali
Trattamento delle ustioni
Trattamento delle patologie da esposizione ambientale al caldo ed al freddo
Trattamento delle reazioni acute da stress o stress da combattimento
Field medical card
Richiesta Medevac
Evacuazione e trasporto dei feriti
ASC: A chi sono indirizzati i corsi?
ROY: Prevalentemente ai soldati che operano in teatri di conflitti armati ma molte indicazioni possono servire nella vita di tutti i giorni o per chi viaggia in zone remote od ostili del pianeta.
ASC: Come nasce la collaborazione tra gli istruttori CLS dell'esercito americano e le FF.AA. italiane?
ROY: ll primo corso di CLS fatto da personale della US ARMY ad un reparto delle FF.AA fu nel Settembre 2005. Da allora sono stati portati a termine oltre 20 corsi di CLS dagli istruttori USA a vari reparti italiani.
Lo scopo era quello di portare alla luce questa figura di pseudo-soccorritore occasionale e far sì che i vertici delle FF.AA, in particolar modo la sanità militare, prendesse atto che il CLS rappresentava davvero l’unica fonte di salvezza anche per i loro soldati ormai impiegati in teatri operativi molto ostili.
L’inizio fu davvero avventuroso perchè presentammo il corso durante una conferenza di medicina campale e, ovviamente, quando illustrammo il fatto che il soldato “John Smith” era abilitato a fare terapie endovenose, decompressione di PNX iperteso, gestione avanzata delle vie aeree con presidi tipo il L-King oppure il Combitube, somministrare antibiotici ed il famoso “chuppa chupps di Fentanyl” beh…mi ricordo che la platea divenne a dir poco “molto rumorosa”.
Nel Febbraio 2006 entrò in scena, con un ruolo da centrocampista, un ufficiale medico del AVES che apprese dal corso istruttori le nozioni ed i presidi del CLS, li tradusse e modificò, secondo le esigenze e la pratica autorizzata, in protocolli per una formazione a 360 gradi di quello che sarebbe stato il CLS italiano.
Inizia così la formazione del personale operativo di vari reparti, così come dei cadetti dell' Accademia Militare di Modena al 5°-6° anno di medicina, mentre alcuni corsi CLS si svolgono tra interforze direttamente sul campo. A tutt’oggi i corsi proseguono ed i risultati positivi sul campo sono già documentati.
A distanza di quasi 5 anni ripenso a tutta la brava gente che ho conosciuto, dai Comandanti ai ragazzi che ci mettono l’anima perchè credono in ciò che fanno e hanno sete di sapere sempre di più. Quale gesto più nobile e umano del soccorso di un compagno ferito in nome della libertà?
Il progetto CLS ha cambiato nome in Italia ma sempre medicina tattica era e medicina tattica sarà.
Gli interventi che fa il soccorritore in campo mentre incalza la battaglia sono descritti con poche parole dal Col. Steve Yevich, USSOCOM, nel manuale “Special Operations Forces Medical Handbook” dove scrive: “La medicina non e una pratica sacra svolta soltanto da medici ma piuttosto delle conoscenze e pratiche manuali che applicate da personale ben addestrato possono salvare molte vite umane. In un contesto civile e professionale alcune di queste pratiche possono sembrare al limite della legalità se non oltraggiose alla comune pratica medica ma soltanto il “MEDIC” o “DOC” può apprezzare questi consigli mentre lotta con la morte in un ambiente straordinariamente ostile…medicina anticonvenzionale per guerre anticonvenzionali”.
ASC: Quali sono le sostanziali differenze tra il CLS e i comuni corsi quali BLS (Basic Life Support) e il PHTC (Pre-Hospital Trauma Care) per esempio?
ROY: In sostanza, come vedete dall'indice, il CLS non centra nulla con il BLS, anche perchè in prima linea, al fronte, in zone rosse e molto “calde” non si ha il tempo nè le indicazioni per poter eseguire il BLS anche se, in accordo con il nuovo regolamento, lo si propone a fine corso.
Il CLS è molto più similare al PHTC.
ASC: Quali sono le esperienze lavorative e personali degli istruttori CLS?
ROY: Non posso parlarti di me personalmente ma, come regolamento, l’istruttore deve essere fra le seguenti figure professionali:
Medico traumatologico (trauma surgeon)
Infermiere traumatologico (trauma nurse)
EMT-Paramedic oppure (18 Delta-SOF)
Combat Medic con precedenti missioni
ASC: Chi forma gli istruttori e chi può decidere di diventarlo?
ROY: Il corso istruttori è solo un prolungamento dove i candidati, a rotazione, devono presentare uno o più argomenti teorici e pratici. Gli istruttori sono abilitati dai “Battaglion Surgeons” (DSS) o da altri medici del Dipartimento Sanitario.
ASC: Roy, grazie mille per la tua disponibilità e in bocca al lupo per il tuo lavoro.