HSGI WARLORD V1/V2


Prodotta dalla High Speed Gear, la serie Warlord nasce per incontrare le esigenze dei cartografi, integrando nel Chest una apposita tasca che di fatto risolve il problema di stipare la mappa in un posto che la protegga ma che al tempo stesso ne consenta una facile, ma soprattutto rapida, consultazione.
Come già accennato, questo gibernaggio è di tipo Chest, cioè si posiziona sulla parte superiore del torace; l'imbragatura è quella solita dei gibernaggi di questo tipo: cinghia lombare che serra la parte bassa e 2 spallacci incrociati che partono da ognuno dei due vertici superiori del Chest per chiudersi sotto l'ascella opposta.

Data la loro particolare forma e vestibilità, la taglia è molto importante per la corretta fruibilità dei Chest. Il Warlord si pone come soluzione di mezzo rispetto al più piccolo Dach e ai modelli maggiori Silverthrone e Denali.
Il Dach (Direct Action Chest Harness) è più adatto a corporature esili; si passa al Warlord per corporature medie, per arrivare poi ai Silverthrone e Denali per fisici più robusti. Per questi ultimi occorre anche essere alti almeno 180cm, altrimenti le tasche orizzontali aggiuntive, che si trovano nella parte inferiore del Chest, ci causeranno dei problemi durante i movimenti in cui dobbiamo piegare le gambe (salire dei gradini alti, accovacciarsi, etc).
Le altre versioni del Warlord, oltre alla V1 / V2 che andremo ad esaminare, sono:

V3: privo delle tascone laterali; al loro posto 4 file di pals.
V4: interamente modulare.

La differenza fra il V1 e il V2 (identici come base) sta nel fatto che nel V1 sono incluse 8 tasche modulari per caricatori da pistola e nel V2 ne sono incluse 4.
La serie Warlord è disponibile nelle colorazioni Coyote Tan (come quello recensito), Olive Drab, ACU e Multicam.





 

 

Guardando la foto, possiamo notare che il vest frontalmente presenta 4 tasche porta caricatori e 2 tasconi laterali; nella parte interna troviamo invece 3 tasche a rete di dubbia utilità vista la loro scarsa capienza e la difficoltà di accedere ad esse con il Chest indossato.
Sul bordo inferiore del Chest ci sono 4 passacinghia, 2 ogni lato, destinati all'aggancio di eventuali subloads, come una spent mag cosciale, una fondina, etc.
Per concludere questa prima analisi è doveroso parlare dei materiali utilizzati: il tutto è costruito in cordura 100 denari, garanzia di robustezza a strappi e abrasioni, che al tempo stesso risulta morbida e deformabile, non rigida ad effetto cartonato come spesso appare il nylon di scarsa qualità con un alto titolo (i denari, appunto).
Le cuciture sono spesso raddoppiate o addirittura triplicate nei punti critici; le cerniere sono spesse e resistenti, ma potrebbero essere migliorate con del paracord al posto dei rumorosi tiralampo metallici, fastidiosi in situazioni stealth.

Andiamo adesso ad esaminare nel dettaglio le varie caratteristiche di questo Chest.





 

Solitamente gli spallacci base dei Chest sono delle semplici cinghie in nylon fissate con dei fastex; i ben più comodi spallacci “padded” (imbottiti) sono acquistabili come accessorio a parte, e le cifre non sono certo di poco conto. Nel Warlord gli spallacci forniti di base sono molto ben imbottiti e per di più larghi e sagomati, così da scaricare meglio il peso distribuendolo su di una maggiore superficie di appoggio.
Vicino ai fastex frontali, sugli spallacci, una seconda coppia di fastex permette l'aggancio di una espansione posteriore, come ad esempio uno zainetto oppure un sistema di idratazione; sotto i fastex femmina, attaccati al Chest, troviamo 2 D-Ring per assicurarvi telefono, GPS o altro.





 

 


 

Le 4 tasche contengono ognuna 3 caricatori 5.56 tipo Colt standard oppure 2 caricatori 7.62, e presentano una serie di accortezze degne di nota.
Al loro interno un divisorio evita che i 2 caricatori facciano rumore toccandosi e inoltre facilita l'estrazione di un solo caricatore lasciando il secondo ben racchiuso senza sballottamenti; schiacciandolo verso l'interno permette l'inserimento di un caricatore più grande.
Una patella velcrata dentro la tasca si può piegare verso l'esterno andando a coprire il feltro all'esterno che, assieme al fastex, serve da chiusura: in questo modo è possibile aprire la tasca in modo silenzioso; inutile dire quanto questo sia importante in situazioni stealth.
Nella parte bassa di ogni tasca ci sono all'esterno 2 strisce di pals, inutili per l'aggancio di ulteriori tasche, alle quali è agganciata la clip maschio del fastex con uno spesso cordoncino elastico che, tramite una coulisse, regola l'altezza della tasca per poter ospitare caricatori più lunghi.
Un ulteriore cordoncino elastico percorre e cinge tutte le tasche e, sempre tramite coulisse, serra i caricatori contenuti tenendoli ben fermi anche quando siamo in movimento.





 

Sui lati le capienti tasche che non sono delle utility ma sono studiate per contenere borracce: hanno infatti una forma tondeggiante, con una coulisse a stringere il collo della borraccia e un cappuccio di chiusura che si fissa con un solo fastex all'angolo arretrato.
Purtroppo, utilizzate come GP (general purpose) pouch non rendono al meglio. Stringendo la coulisse la loro capienza si riduce notevolmente, ma lasciandola allentata si ha il rischio di perdere il materiale ivi contenuto, a causa della chiusura non adatta ad ospitare piccoli oggetti.
Occorre rimediare aggiungendo un secondo fastex di chiusura all'angolo avanzato della tasca, oppure cucire un velcro sul margine interno del cappuccio e in corrispondenza un feltro sul margine esterno della tasca.
Per chi ne avesse la possibilità, meglio ancora cucirvi la più sicura, ma soprattutto silenziosa, cerniera lampo.
Sull'esterno delle tasche troviamo 3 file di pals per aggiungere ulteriori tasche, anche se conviene limitarsi a tasche radio, GPS, torcia o comunque di dimensioni contenute per non eccedere nella sagoma.





 


 


 


 


La tasca Admin


Parliamo adesso della parte che caratterizza il Warlord, la tasca admin.
Aprendo la grossa cerniera lampo e sganciando il fastex centrale, il pannello portamappa si ribalta a 90° e rimane in posizione grazie a 2 tiranti posti ai lati della tasca.
Il fastex centrale garantisce una rapida chiusura/riapertura in condizioni operative non sia possibile chiudere la cerniera, operazione per la quale necessitano entrambe le mani; il pannello è coperto da uno spesso foglio di plastica trasparente per proteggere la carta della mappa.
Sul lato interno del vano admin troviamo un pannello con una capiente tasca porta documenti e annesse una tasca porta GPS, 6 portapenne e 2 file da 2 fasce elastiche.
L'intero pannello di tasche e il pannello portamappa sono cuciti assieme e fissati all'interno del vano admin tramite velcro, quindi estraibili.
Nella parte più interna della struttura del Chest c'è una ulteriore tasca, accessibile tramite le aperture ai lati chiuse da cerniere lampo, dove possiamo tranquillamente stiparci una bivvy bag, un poncho, un telo termico o qualsiasi altra cosa morbida e deformabile.





 


 


 


 


 



La prova

Arriviamo alla prova della verità: indossarlo, caricarlo e provare vari movimenti e il brandeggio dell’ASG.
Aprire la tasca admin è semplicissimo, le cerniere scivolano giù molto agevolmente; richiuderle è più complicato e occorre utilizzare entrambe le mani.
Per fortuna alla HSGI hanno pensato ad una soluzione integrando un fastex alto centrale, che consente sia di chiudere provvisoriamente la tasca in modo semplice e rapido utilizzando una sola mano, sia evita che il contenuto possa far “spanciare” la tasca.
Dolce e inaspettata sorpresa, scopriamo che il Chest riesce a stare ben aderente anche a corporature non robuste, cosa piuttosto rara negli equipaggiamenti di provenienza statunitense, e il peso distribuito sul torace e sui fianchi, senza gravare troppo sulle spalle.
Chiaramente occorre non caricare troppo la parte anteriore, stipando gli oggetti più pesanti nelle tasche laterali per evitare che, come in tutti i Chest, il peso si scarichi tutto sulla parte anteriore.
Aggiungendo un cinturone con un ButtPack, o anche la sola tasca di idratazione, si riesce a uniformare la distribuzione del peso.
Il Chest risulta correttamente posizionato nella parte alta del torace, consentendo quindi libertà di movimento delle gambe per inginocchiarsi, salire, etc.
Le grosse tasche laterali sono sufficientemente arretrate da non ostacolare il movimento di assunzione della posizione “in caccia” dell’ASG e ci consentono di tenere il gomito ben vicino al busto.
Estrarre i caricatori è un gesto rapido che si effettua in modo molto naturale, senza esser costretti ad alzare troppo le braccia con movimenti difficoltosi come spesso accade nei portacaricatori dei Chest, posizionati in alto sul torace.