KJW KP05 HI-CAPA



KJW KP05: fit for IPSC, fit for the field



Il titolare del negozio SAS Modellismo, Graziano, qualche tempo fa ha inviato ad Etabeta una pistola a CO2 prodotta dalla KJW, accompagnata dalla considerazione che era oltremodo adatta all'impiego agonistico IPSC.
Prima di descrivere questo prodotto della casa produttrice taiuanese, non sarà del tutto superfluo spendere due parole per descrivere come siano catalogate le pistole nella variante airsoft dello IPSC, ossia International Practical Shooting Confederation, meglio noto in Italia come tiro dinamico sportivo.
È previsto l'uso di pistole semiautomatiche rinculanti, con potenza pari od inferiore a quella prevista dalle norme vigenti, divise nelle categorie Production, Standard ed Open.
Le pistole Production sono i modelli “di fabbrica”, impiegati senza alcuna modifica o sostituzione di parti, e con meccanica mista a singola e doppia azione.
Le pistole Standard devono rispettare alcuni limiti dimensionali, e non possono avere installati compensatori o sistemi di mira ottici, come il red dot; in compenso, possono subire delle elaborazioni.
La classe open consente invece di usare dispositivi come il red dot, di installare compensatori, o praticare fori di compensazione, e di aumentare le dimensioni della pistola.
Quali requisiti deve possedere una pistola per IPSC?
Oltre a quelli base di affidabilità, robustezza ed ergonomia, deve offrire precisione di tiro, giustezza delle mire, e rapidità del ciclo di sparo.
La famiglia di pistole airsoft che più corrisponde a questo ritratto è quella delle Hi Capa, iniziata dal marchio Western Arms, ma consacrata al successo da Tokyo Marui. Sono dei veri strumenti da gioco e gara, ispirati senza copiare da alcune armi vere prodotte dalla statunitense STI, ed in breve hanno guadagnato grande popolarità, grazie alle loro prestazione, ed anche al numero infinito di accessori e parti custom che permettono di modificarne aspetto e prestazioni.

 


The SAS Modellismo  store owner, Graziano, some time ago sent to Etabeta  a CO2 gun produced by KJW, accompanied by the consideration that it was very suitable for competitive IPSC use.
Before describing the taiuanese manufacturers product, will not be entirely superfluous to say a few words to describe how they are categorized guns in the airsoft variant of the IPSC, namely International Practical Shooting Confederation, better known in Italy as Dynamic Sporting Shooting.
This will involve the use of semiautomatic blowback pistols, with power equal to or less than that prescribed in the national rules, divided into Production, Standard and Open categories.
Production Guns models are "factory", used without any modification or replacement of parts, and having only double action system.
Standard guns must comply with certain size limits, and can not have installed any compensator or optical sighting system, such as the red dot; on the other hand, it may be subject to customizing.
The open class allows  to use devices like the red dot, installing compensator, and to increase the size of the gun.
What requirements must own a gun for IPSC?
In addition to the basis of reliability, durability and ergonomics has to offer consistence, correct sights, and fast firing cycle.
The family of airsoft guns that best matches this portrait is that of the Hi Capa, initiated by the Western Arms trade, but consecrated to success by Tokyo Marui. They are real playing and competition instruments, inspired without copying by some real weapons produced by the U.S. STI, and quickly gained popularity, thanks to their performance, and also to the infinite number of custom parts and accessories that allow to change their appearance and performance.

 

 


Se è vero che il plagio è la miglior forma di complimento, allora occorre ricordare la schiera quasi infinita di Hi Capa full metal offerte da WE TTI, a cui si sono aggiunte più recentemente quelle prodotte da un marchio ben noto e stimato: la KJW di Taiwan.
Rinnovando il suo catalogo, la KJW si è concentrata per bene sulla creatura di John Moses Browning e sulle sue eredi del nuovo millennio, sviluppando quattro modelli base:
la 1911 nelle versioni gas e CO2
la KP05, pistola HI CAPA da 5,1 pollici con impostazione tattica
la KP06, versione HI CAPA da 6 pollici e finiture agonistiche
la KP07, che riprende la pistola MEU (SOC) utilizzata nel corpo dei Marines.
Oggetto di queste righe è la KP05 HI-CAPA, in versione alimentata da CO2, che a mio avviso rappresenta nelle intenzioni del produttore uno strumento polivalente, in grado di lavorare altrettanto bene sui campi di airsoft che sulle linee di tiro.
La confezione è curata nell'aspetto, presentando sul coperchio di cartone una bella foto della replica, oltre alle consuete avvertenze d'uso.
Una volta aperta, vi si trovano protetti da una struttura in polistirolo, la pistola contenuta in un sacchetto di cellophane, una scatoletta di pallini, e due chiavi a brugola.
La dotazione cartacea comprende un discreto manuale in lingua inglese, una vista in esploso, un catalogo dei prodotti KJW, ed alcuni bersagli.
Una volta liberata dal suo involucro, la KP05 colpisce immediatamente per la buona qualità della sua finitura. Le superfici sono coperte da una vernice nera semiopaca applicata in modo uniforme e con giusto spessore. Le parti in metallo sono stampate con precisione e buona finezza, senza presentare (ad eccezione del cane) alcuna bava o impronta di estrattore.
La KJW è una “full metal”, in cui le uniche parti visibili in plastica sono l'impugnatura ed il pad del caricatore; ed anche all'interno, quasi tutto della meccanica è metallo.
Al metro, la lunghezza  mi risulta pari a 22,1 cm; l'altezza massima a 14 cm, che diventano 15,8 col caricatore inserito; lo spessore massimo di 3,75 mm. Scarica, la pistola pesa 653 grammi, che salgono a 1031 col caricatore inserito.
I marchi presenti sono pochi, ed indicano il produttore della pistola, e quello dell'impugnatura: il mitico Tanio Koba. Ne riparleremo.
Più importante una etichetta incollata al pad del caricatore, e che invita a non lasciarlo carico di gas a lungo, per non danneggiare le guarnizioni. Questo problema connesso all'uso dell'anidride carbonica era noto da tempo, ma a mia conoscenza è la prima volta che un produttore lo segnala ufficialmente. Complimenti, KJW.
Noto anche che la casa taiuanese per la sua pistola si è ispirata a quanto di meglio esiste nel mondo degli accessori per le 2011 real steel, dotandola di una serie di parti e dettagli realmente di alto livello.
Vediamoli, a partire dal carrello, che è dotato di una doppia serie di intagli di presa anteriori e posteriori, e presenta un modestissimo gioco trasversale rispetto al fusto.
La finestra di espulsione è riprodotta con le svasature che nelle armi vere di nuova generazione aiutano l'eiezione del bossolo.
Le mire si ispirano a quelle prodotte da Novak: sono del tipo ad ad acquisizione rapida, di dimensioni generose e corrette, e purtroppo fisse. Per facilitare la mira in condizioni di scarsa luminosità, sia il mirino che la tacca sono dotati di punti di bianchi per l'allineamento, ed entrambi sono fissati al carrello mediante una vite, che ne assicura la posizione e ne impedisce la perdita.
Personalmente avrei preferito fossero copiate le mire italiane LPA, regolabili anziché fisse, e dotate di inserti in fibra ottica, come è stato fatto nella KP06... ma non si può avere tutto.
L'outer barrel ha la superficie in metallo lucidato, ed un raccordo di precisione con la bocca dell'inner barrel. La bocca è svasata, per garantire un perfetto allineamento col carrello. Curiosamente, porta impressa la scritta “.45 ACP”, leggibile dalla finestra di espulsione.
Il fusto in metallo è dotato di una scina da 21 mm compatibile Picatinny, lunga ben 60 millimetri, e su cui possono essere installati accessori “cosmetici”, come la classica luce tattica, od una ben più utile staffa per red dot.
Il grilletto, del tipo scheletrato, ha delle ottime rigature che garantiscono una presa perfetta del pollice.
La sicura dorsale è del tipo a “coda di castoro”, e permette una impugnatura alta, con migliore controllo del rinculo.
La leva della sicura manuale è ambidestra, a superficie zigrinata e allargata, e costituisce un ottimo appoggio per il pollice durante il tiro.
Il grilletto è in metallo chiaro, a forma semilunata e con zigrinature di presa. Ha tre fori di alleggerimento, ed una vite per regolarne la corsa, ed eliminare il già ridotto collasso di retroscatto.
Il pulsante di sgancio del caricatore è maggiorato e con la testa zigrinata.
Dulcis in fundo, ecco l'impugnatura di Tanio Koba, il genio giapponese delle airsoftgun.
Realizzato in materiale plastico con una finitura superficiale ruvida, ed una finissima zigrinatura, questo componente offre una presa senza pari alla mano, aiutato anche dalla sezione più arrotondata  e che si conforma meglio al palmo ed alle dita. Penso sia quanto di meglio si possa trovare oggi sul mercato. L'alloggiamento della molla del cane, presente sul dorso dell'impugnatura, è realizzato anch'esso nello stesso materiale plastico, e parimenti finemente zigrinato.
La mia personale impressione si risolve in una frase: quasi tutto quello che vorreste... c'é.

 


While plagiarism is the best form of compliment, then you need to remember the nearly infinite array of Full Metal Hi Capa offered by WE TTI, to which were added more recently those produced by a well-known and respected brand: the KJW of Taiwan.
Reiterating its catalog, the KJW has good focused on the creatures for John Moses Browning and his heirs of the new millennium, developing four basic models:
the 1911 in the CO2 and gas  versions
KP05, HI CAPA 5.1 inch gun with tactic setting
KP06, 6 inch HI CAPA racing gun version
KP07, which takes the pistol MEU (SOC) used in the Marine Corps.
The subject of these lines is the KP05 HI-CAPA,  CO2-powered version, which I believe is intended by the manufacturer as a versatile tool, capable of working equally well on the airsoft field as like as on the firing line.
Once opened, there are contained, protected by a structure made of polystyrene, the gun in a plastic bag, a tin of pellets, and two Allen keys.
The equipment includes a decent paper manual in English language, an exploded view, a KJW products catalog, and some targets.
Once freed from its wrapper, the KP05 stands out for good quality of its finish. The surfaces are covered by a semi-matt black paint uniformly applied in a proper thickness. The metal parts are printed with good precision and finesse, not presenting (except the hammer), any mold seam or extractor printing.
The KJW is a "full metal", in which the only plastic visible parts are the handle and the magazine pad of the, and even inside, almost all of the mechanics it is metal.
By the ruler, the length is equal to 22.1 cm, the maximum height to 14 cm, that become 15.8 with the magazine inserted; the maximum thickness is  3.75 mm.
The empty gun weighs 653 grams, rising to 1031 with the magazine inserted.
The labels are few, and indicate the manufacturers of the gun, and of the grip: this one, the legendary Tanio Koba. We talk more about it later.
More important is a label affixed to the magazine pad, which calls not to let it load of CO2 for a long time, not to damage the seals. This problem  related to the use of carbon dioxide has long been known, but it is the first time that I see a manufacturer reports it officially. Congratulations, KJW.
I also note that the taiuanese factory for his gun was inspired by the best of what exists in the world of real steel 2011 accessories  and introduced a series of really high level parts and details.
Lets see, from the slide, which has a double set of serration grooves at front and rear, and has a modest cross-play regarding the frame.
The ejection port is reproduced with the flares that the real next generation weapons has to help the cartridge case ejection.
The sights were inspired by those produced by Novak: intended for quick aiming, generous in size and accurate, and unfortunately fixed. To facilitate the aims in low light conditions, both the front and the rear sight have white points for alignment, and both are attached to the slide by a screw, which ensures its position and prevents the loss.
Personally I would have preferred that KJW may have copied the Italian LPA sights, adjustable rather than fixed, and equipped with fiber optic inserts, as was done in KP06 ... but you can not have it all.
The outer barrel has a polished metal surface, and a ring of accuracy for the muzzle of the inner barrel. The mouth is flared to ensure a perfect alignment with the slide. Curiously, leads the inscription ".45 ACP", readable from the ejection port.
The metal frame is equipped with a 21 mm Picatinny compatible rail, 60 mm long, and on which can be installed "cosmetic" accessories, as the classic tactical light, or a much more useful as a  bracket to support a red dot.
The skeleton type trigger has good grooves that ensure a perfect finger grip.
The rear safety is the "beaver tail" type, and allows a high grip with better control of recoil.
The manual safety lever is ambidextrous, sporting a knurled and enlarged surface, that forms an excellent base for your thumb while shooting.
The trigger is white metal made, and having ridges in the crescent-shaped socket. It has three lightening holes and a screw to adjust the run, and almost delete the shooting collapse.
The magazine release thumbscrew button is increased.
Last but not least, here is the Tanio Koba handle, signed by the genius of Japanese airsoftgun.
Made of plastic with a rough surface finish, and a fine ribbing, this component offers an unparalleled hand grip, helped also by the more rounded section, that conforms better to the palm and fingers. I think this may be the best you can find on the market today. The hammer spring housing on the backstrap, is also built in the same plastic material, and also finely milled.
My personal impression is resolved in one sentence: almost everything you would ... there.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Il caricatore è in metallo, salvo i fermi dei BB in plastica (maledettamente facili a rompersi al minimo urto), con l'alloggiamento per l'ampolla del CO2 chiuso da un tappo, a sua volta protetto dal pad, che infine è trattenuto da un fermo a molla.
Il caricamento dei BB avviene senza difficoltà da uno slargo nella feritoia anteriore, mentre l'inserimento dell'ampolla riesce abbastanza complesso, e forse impossibile sul campo da gioco.
Il fermo a molla del pad è piccolo, e deve essere compresso con un qualche oggetto appuntito, mentre il tappo si svita ricorrendo ad una robusta chiave Brugola, o ad una moneta. Dato che la foratura dell'ampolla richiede una giusta pressione, l'operazione di rifornimento si rivela abbastanza lunga, e da eseguirsi a mano libere.
Fortunatamente, la KP05 è perfettamente compatibile coi caricatori a gas di Marui, sia per dimensioni che per funzionamento, e questo semplifica molto la vita sui campi di gioco.La scomposizione non differisce dalla procedura usuale per le Hi Capa, e per la sua descrizione rimando alla sequenza fotografica.
La meccanica interna rivela anche essa una cura progettuale che è andata oltre la semplice copia dei prodotti Marui, apportando alcune modifiche migliorative ai componenti.
Il sistema è del tipo ad asta guidamolla lunga, con canna svasata per l'allineamento al carrello e senza boccola. Durante il tiro, l'inner barrel rimane fissata al fusto, mentre il carrello e l'outer barrel simulano la cinematica del sistema di chiusura Browning.
Le parti sono eseguite bene, ed assemblate con cura, ma ritengo che un buon intervento di lucidatura delle superfici possa portare sostanziali migliorie nel funzionamento.
Il gruppo hop up è del tutto analogo a quello Marui, e richieste da scomposizione parziale per essere regolato mediante rotellina; muovendola in senso orario si diminuisce l'effetto, e al contrario lo si accresce.
Per accrescere la solidità delle parti, l'asta guidamolla è trattenuta al gruppo hop up mediante un incastro, e questo influisce positivamente sulla precisione del tiro. La molla di recupero si appoggia su un tampone in gomma, che assorbe l'energia del rinculo, ed è calcolata per un funzionamento vivace.
Il gruppo cilindro – pistone è realizzato in plastica di colore rosso vivo; il funzionamento è ineccepibile, anche se una certa ruvidità nello scorrimento testimonia su superfici migliorabili.
Provando la KP05 sia con caricatore CO2 che Green Gas, a parte una leggera differenza di energia, non ho percepito differenze nel funzionamento, che si è sempre rilevato perfetto.
Analizzando il funzionamento, le operazioni di rifornimento dei BB sono molto semplici: abbassando l'elevatore, li si introduce dalla fessura anteriore. L'inserimento dell'ampolla, come detto, è operazione non immediata, ed eventualmente può essere interessante provare ad utilizzare un caricatore WE, in cui la ricarica della fiala è svolta senza usare attrezzi particolari.
Lo scatto è leggero, come per tutte le Hi Capa, ma un po' ruvido; ancora una volta, la lucidatura può migliorare le prestazioni.
Le mire si acquisiscono bene, anche se sull'esemplare esaminato sono tarate per un punto di impatto posto in alto ed a sinistra rispetto a quello mirato.
La sensazione di rinculo è decisa e abbastanza rapida, molto gratificante.
Al cronografo, con alimentazione ad anidride carbonica, BB da 0,20 grammi e temperatura di 24° le letture in metri al secondo sono state queste:
95,7
97,8
104,7
104,7
95,7
101,9
105,6
99,3
100,4
89,3
la potenza media è di poco superiore al Joule, e questo ne impedisce di fatto l'uso lecito, ed in contesti agonistici specializzati.
Ho poi provato ad impiegare un caricatore Marui per Green Gas, e con gli stessi parametri ho avuto queste letture:
86,4
87,2
89,9
87,5
88,7
90,5
89,9
91,4
88,7
94,7
con una costanza di prestazioni notevole.
Detto tutto questo, ritengo la KP05 una scelta oltremodo valida sia nella sua configurazione originale, sia per le grandi possibilità di miglioramento.  La vedo adatta nel gioco dell'airsoft, per uso agonistico, o plinking, specie se abbinata ad un red dot che permetta di aggiustare il punto mirato.
Se si vuole provare a migliorarla senza sostituirne alcun componente, basta lucidare con della pasta abrasiva alcune componenti, come l'outer barrel, il pistone del gas, e la staffa del grilletto. Il risultato sarà appagante.

 


The magazine is metal made, except the plastic BB lip bin (part 69, damn easy to break after the minimum impact), with the housing for the CO2 bulb sealed with a screwed cap, which in turn is  protected by the pad, which ultimately is held by a spring lock.
The loading of BB is done without difficulty by a widening in the front slot, while the inclusion of the CO2 bulb it is fairly complex, and perhaps impossible on the playing field.
The spring retainer of the pad is small, and must be packed with some sharp object, while the cap is unscrewed using a strong Allen key, or a coin.
Since the screwing of the cap requires the right pressure, the refueling operation proves quite long, and to be performed hands-free.
Fortunately, the KP05 is fully compatible with Marui gas magazines, both in size and operation, and this greatly simplifies life on the game fields. Breakdown does not differ from the usual procedure for Hi Capa's, and reference his description from the photo sequence.
It also reveals the inner workings of a care planning that has gone beyond the mere copy of the Marui products, with some modification and improvement of the components.
The system is of the long rod spring guide type, with barrel flared for alignment to the slide and without bushing. When shooting, the inner barrel remains attached to the frame, while the outer barrel and the slide moves, and simulate the kinematics of the Browning locking system.
The parts are well realized, and assembled with care, but I think a good surface polishing intervention can bring substantial improvements in the pistol work.
The hop up group is very similar to the Marui, and requests the field strip to be adjusted using the scroll wheel, moving clockwise to decrease the effect, and on the contrary it increases.
To increase the robustness of the parts, the spring guide is held the hop up group by a joint, and this positively affects the accuracy of the shot. The recoil spring rests on a rubber pad, which absorbs the energy of recoil, and is calculated for a vivacious operation.
The cylinder - piston is made of bright red plastic, the operation is flawless, even if a certain roughness on surfaces needs for improvement.
Testing the KP05 with both CO2 and Green Gas, apart from a slight difference in energy, I have not seen differences in the operation, which has always found perfect.
The trigger is light, as with all Hi Capa, but a bit rough; once again, polishing can improve performance.
The sights are well acquired, although on the sample examined are calibrated to a point of impact at top and left than targeted.
The recoil felt is quite strong and fast, very rewarding.
At the chronograph, using carbon dioxide, 0.20 grams BB and at 24 ° Celsius, readings in meters per second were these:
95,7
97,8
104,7
104,7
95,7
101,9
105,6
99,3
100,4
89,3
the average power is somewhat higher than the Joule, and this actually prevents the lawful use, and specialized in competitive contexts.
I then tried to use a magazine for Marui Green Gas, and with the same parameters I got these readings:
86,4
87,2
89,9
87,5
88,7
90,5
89,9
91,4
88,7
94,7
with a remarkable consistency of performance.
Having said all this, I think the KP05 a very good choice both in its original configuration, or including the great possibilities of improvement. I see it fits in the airsoft game, competition use, or plinking, especially if combined with a red dot that allows you to adjust the aiming point.
If you want to try to improve it without replacing any components, just polish with abrasive paste some components, such as the outer barrel, the gas piston, and the bracket of the trigger. The result will be satisfactory.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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El Mazariol

 

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