ICS - SIG 551 SWAT


 

Le ASG riproducenti la serie SIG non sembra abbiano mai riscosso grande successo. Tuttavia, la ICS ha coraggiosamente riporposto il progetto, originariamente "affrontato" da casa Marui e in seguito ripreso da case di Low Cost, come la JG.
Vediamo con quale risultato.

Vi dirò che la prima impressione sull'estetica e la robustezza del fucile è stata estremamente positiva e di soddisfazione, meno entusiasmanti sono stati i risultati di tiro.
Al cronografo, il fucile ICS ha dato letture incostanti: 0,76; 0,90; 1,08 ... e via così Joules, con pallini Maurui 0.25.
La gittata e la rosata hanno confermato le letture.
Ma, questa volta, prima di smontare il fucile nuovo nuovo per la recensione, ho preferito utilizzarlo così come mi è arrivato.

DESCRIZIONE DELLA REPLICA
 

 
Il nuovo prodotto ICS, reperibile a San Marino da GM, dobe ho acquistato l'esemplare oggetto della recensione, non è una semplice copia del progetto originale Marui.
La ICS ha letteralmente riprogettato la replica, concentrandosi sui materiali - il metallo dei gusci e le plastiche sono di primissima qualità - e sul sistema di smontaggio del fucile che, ve lo anticipo, è talmente ben congegnato da rendere accessibile lo smontaggio della replica anche a presone non espertissime.

Il SIG ICS è prodotto nelle versioni 551 SWAT (quello della recensione) e 552 Commando.
Si tratta dello stesso fucile, che nei due modelli cambia solo per la lunghezza della canna, dell'outerbarrel tubolare e, naturalmente, dell'astina paramano.
Il fucile viene fornito in una elegante confezione e in dotazione ha ben due caricatori maggiorati da 440 colpi circa.



I caricatori sono accoppiabili mediante appositi ganci a scatto.
 



Le parti in plastica sono robustissime e la loro superficie dà un feeling di real steel eccezionale. Io ho avuto la possibilità di imbracciare alcuni Sig veri e quindi, posso dirlo con certezza.
 









 




La ICS ha replicato diverse funzioni dell'arma vera come, per esempio, la possibilità di arretrare del tutto l'otturatore il quale rimane aperto per effetto del meccanismo Hold Open. La qual cosa, oltre a dare un tocco di realismo alla replica, semplifica le operazioni di regolazione dell' Hop Up.
Inoltre, il manettino di armamento può essere sfilato dal corpo dell'otturatore, agendo sulla leva zigrinata che sporge dalla faccia esterna dell'otturatore stesso.
Lo smontaggio dell'astina anteriore, per accedere al vano batterie, è facile. Si sfila il perno passante tra l'astina ed il receiver, si arretra la parte inferiore dell'astina, quindi si sblocca la parte superiore.

Lo spazio a disposizione per le batterie - a differenza del Maarui e dei cloni low cost - è veramente notevole: ci stanno due pacchi di LI ION cilindirche da 11,1 volts: una sopra ed una sotto. Oppure, volendo, una LiPo da 1300 mh nel vano inferiore.
Naturalmente, per chi preferisce batterie tradizionali, c'è a disposizione tanto di quello spazio da rendere possibile installare batterie in serie e parallelo a sufficienza da ottenere una autonomia di tutto rispetto.







I cavi di alimentazione del fucile non sono quelli rigidi, comunemente usati dalla ICS, bensì morbidi cavetti con rivestimento isolante al silicone, di sezione generosa.
Il fucile è equipaggiato di fusibile collegato ai cavetti per mezzo di apposite clips e trattenuto da termorestringente nero.

 







LO SMONTAGGIO

Il fucile è realizzato in due parti principali e lo smontaggio ricorda quello dei più recenti Colt, con gusci a scorrimento.
Solo che, nel SIG ICS, c'è un pulsante con meccanismo di sblocco subito dietro la tacca di mira.
Dopo avere rimosso il terminale del cavetto elettrico e, naturalmente, il perno anteriore, si preme il pulsante di sblocco e i due receiver - quello superiore solidale al frontale e quello inferiore solidale al calcio, si separano.
La separazione è favorita dalla presenza di una molla telescopica inserita sulla canna di ottone il cui scopo è quello di mantenere la T Hop Up perfettamente premuta contro il Gear Box.












T HOP UP

La T Hop Up è una fedele replica di quella della serie SIG Marui. In più c'è un anello di acciaio che funge da interfaccia tra la ghiera del registro hop up e la molla antagonista.
Il fucile è dotato di una canna di ottone di tipo tradizionale.
Il gommino Hop Up è molto morbido, ma la cosa non guasta.
Invece, il pressore, è eccessivamente piccolo e morbido, e ne consiglio la sostituzione.









ESTRAZIONE GEAR BOX.

Per estrarre il Gear Box dai gusci, si procede nello stesso modo dei fucili della serie Marui.
Si smontano le leve del selettore.
 


Si scoprono le due levette che sporgono dal guscio, a destra e a sinistra, e se ne svitano le piccole vitine facendo attenzione che sotto la levetta di sinistra c'è il pernetto che consente lo scatto del selettore, caricata (soluzione ingegnosa e semplice...) da una mollettina passante che viene mantenuta in pressione dlala leva del selettore principale.
 




Si rimuovono grip motore e calcio.
Il tappo della Grip Motore è alettato, per favorire la dissipazione dell'aria calda prodotta dal motore.
Molto curiosa la scelta di ICS di dotare il tappo di due grosse viti a taglio per la registrazione del motore.
Per fare tale operazione è necessario svitare del tutto la prima vite e sotto si trova una vite identica. Questa va regolata per spostare il motore e settare l'accoppiamento tra ingranaggio conico e pignone e poi, trovata la giusta regolazione, si rimette la vite più esterna che, una volta serrata, funge da controvite, evitando l'allentamento di quella sotto che è a contatto col fondello del motore. 
 




Prima di rimuovere il Gear Box, è necessario smontare un piccolo carter di acciaio stampato che trattiene e protegge i cavetti elettrici a lato del receiver inferiore.
Occhio alle vitine, perchè sono minuscole e necessitano, per essere svitate, di un cacciavitino da orologiaio.
 






IL GEAR BOX.

Boccole di acciaio da 6 mm e minuterie in ottimo metallo!
Si tratta di un semplice ed afficace III generazione derivato direttamente da quello Marui.


 





SORPRESA!
Nel corso dell'utilizzo, l'ASG mi era parsa discontinua nella resa e nella precisione. Ed ecco la spiegazione!
Il fucile, probabilmente, in origine oltrepassa il canonico Joule quindi, l'importatore o chi per esso, rimedia sforacchiando lo spingipallino (come facevano in Classic Army).
Peccato che un simile intervento, se risolve il problema della potenza, di fatto inficia il corretto e costante funzionamento del fucile.
Quindi, consiglio a chi decidesse di comprare questo fucile, di ordinarlo assieme ad uno spingipallino di ricambio e ad una molla 1J, salvo acconetarsi di una rosata mediocre.




Il Gear Box contiene gli ottimi ingranaggi ICS anche se il conico, come al solito, ha la dentatura della coppia conica non proprio compatibile con quella del pignone montato sul motore.
L'esemplare in mio possesso, che ho utilizzato sparando circa quattromila pallini prima di aprirlo per questa recensione, ha iniziato a produrre il classico rumore stridulo che caratterizza gli ICS. E, infatti, ho trovato vistosi segni di usura precoce dei denti del conico.
Direi che munirsi di un conico di riserva, magari Marui, non guasta.



Al contrario, lo spessoramento degli ingranaggi è ineccepibile.
 



Sotto, il pistone, con la molla solidale molto luga, il cilindro con finestrella a goccia e l'insieme spingipallino/astina spingipallino.

 


L'astina spingipallino ha la palettina su cui agisce il pin del settoriale, di superficie e sagoma maggiorata. In questo modo assolve alla funzione dei delayer, ritardando la chiusura dello spingipallino e evitando i colpi a singhiozzo.



L'astina è particolare, ed è dotata di una guida laterale di rinforzo. Ciò non esclude la possibilità di installare astine spingipallino di terza generazione di qualsiasi marca anche se, a questo punto, è necessario montare un delayer sul settoriale, oppure si devono impegare astine con palettina maggiorata.




INCONVENIENTI.

Sul Web, si legge di alcuni problemi di funzionamento dei SIG ICS.
Tra questi, viene segnalato il cameramento di due pallini per volta.
Devo dire che al mio Sig queso problema non si è presentato ancora. Invece, il fucile ha l'antipatica tendenza a sparare due colpi in rapida successione con il selettore in singolo.
Il problema scompare se si utilizzano batterie standard. Insomma, sembra di capire che l'uso di batterie di voltaggi elevati metta in crisi il sistema del cut off, che agisce in maniera lenta e discontinua sulla parte elettrica.

Per quanto riguarda il doppio colpo di cui si legge sul Web, confrontando lo spingipallino del Sig ICS con quello di SIg Marui e JG, ho notato che il primo è leggermente più lungo degli altri. Parlo di poco meno di un millimetro.
Credo che il problema derivi proprio dall'uso di siffatto spingipallino il quale, quando si spara in singolo, a volte non conclude la sua corsa in posizione del tutto arretrata, bensì avanza ancora di quel tanto da riuscire a spingere un pallino nella camera Hop Up.
Dovendolo sostituire per la presenza dei fori, ho cambiato lo spingipallino originale con uno di aftermarket della Guarder il quale ed ho montato una molla di mia produzione, togliendo il cilindretto di fissaggio della molla di serie.
Infine, ho monttato una testa antivuoto di aftermarket, della Element.
Il fucile spara ad 1 Joule preciso ed ha guadagnato sia in costanza di gittata che in precisione quest'ultima ulteriormente migliorata grazie all'adozione di una canna rettificata della Deep Fire.
Con questa configurazione, non ho riscontrato alcun problema di doppio cameramento ma, d'altra parte, questo problema io non l'ho rilevato neppure prima di smontare l'ASG.


CONCLUSIONI.

La replica ICS, a chi predilige i SIG, piacerà sicuramente. Peccato che sia necessario metterci le mani per sistemare alcuni particolari.

A San Marino, da GM, i SIg costano rispettivamente:
- 551 SWAT 301,00 euro;
- 552 Commando, 293,00 euro.

Vincenzo "Etabeta" D'Angelo


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