Reenactors and collectors only: il confronto


 

Un interessante sguardo alle repliche destinate al reenactment.

 

An interesting look at the gbbs for the reenactment.

 

 

 

 

Reenactors and collectors only: il confronto



Nell’attesa che l'autunno porti una nuova folata di novità dal lontano Oriente, ecco un confronto fra tre repliche di pistole che non dovrebbero mancare nella panoplia di nessun collezionista o nella fondina del rievocatore: la statunitense M1911A1, la tedesca P08 e la Beretta 34. Le prime due repliche provengono dalla taiuanese WE TTI, la terza è commercializzata dalla STTI.
Tutte le repliche sono in metallo, con guancette di plastica: la P08 e la M1911 hanno avuto una "cura invecchiante" che, lo ammetto da vecchio modellista, ne ha un po’ cresciuto il fascino ed il realismo.
Per quanto concerne l'organizzazione meccanica interna, la più vicina all'originale è la Beretta, seguita dalla Colt 1911A1, mentre la P08 è molto semplificata rispetto all'originale.
Messe fianco a fianco, l'impressione immediata è automobilistica: sembra di vedere parcheggiate assieme una Ford, una BMW ed un'utilitaria FIAT. Tutte fanno il lavoro per cui sono pensate; la differenza è sul tipo di lavoro che possono svolgere...
È evidente la progressiva complessità che distingue la Beretta 34, arma di medio calibro con chiusura a massa, dalla Colt con chiusura a canna oscillante, ed infine alla P08 con otturatore a ginocchiello. Una differenza che si riflette sulla qualità, ma anche sul costo di produzione in termini di risorse economiche e umane.
La finitura esterna delle armi è la brunitura, a cui per gli esemplari bellici della statunitense si aggiunge la parkerizzazione: nel primo caso la superficie è di colore scuro semilucido, nel secondo grigio medio ed opaco.
Altra analogia è la capienza del caricatore: sette proiettili in tutti e tre i casi, oltre ad un ottavo in canna.
Lo smontaggio da campo sembra premiare la P08; ma, l'ho detto, la replica è molto diversa dall'originale, mancandole il connettore fra ginocchiello e molla di recupero nel calcio.
La Beretta si scompone e ricompone senza grosse difficoltà; grazie all'ampia apertura sul carrello, eventuali inceppamenti o pulizie sul tamburo non impongono neppure di smontarla.
Quanto a componenti, la Colt è la più articolata, con ben nove parti separate.
Lo smontaggio, per tutte e tre, è acquisibile con un minimo d’esperienza; a mio avviso, nei fatti la Beretta è la più amichevole.
Tutte e tre le armi originali hanno avvisi d’arma scarica (che la replica della Beretta non ha, e sono presenti nelle WE).
La Beretta è la tartaruga del gruppo. Ad arma scarica, è l'elevatore a bloccare il carrello in apertura; una volta che lo si espelle (e non è faccenda svelta, dato il fermo a bilanciere posto alla base del calcio), il carrello si chiude, e per ricaricare occorre arretrarlo.
Il più efficace è quello della P08, che mantiene sollevato il ginocchiello e quindi è immediatamente percepibile durante la mira. L'espulsione del caricatore è veloce, grazie al pulsante apposito, ma per portare un nuovo colpo in canna, la mano libera deve afferrare ed arretrare il ginocchiello, per poi lasciarlo andare.
Il premio d’efficienza va alla Colt; grazie al pulsante di sgancio del caricatore, ed alla leva d’apertura, azionabile dalla mano che impugna, la ricarica è la più rapida.
Un confronto diretto fra l'arma americana e quella tedesca rivela un dettaglio sorprendente: questa ultima è dimensionalmente più lunga e più alta, anche se la sagoma della M1911A1 la fa apparire più grande e cattiva...
Un raffronto fra i vari comandi, fa notare una disposizione generale molto simile, nonostante le grandi differenze progettuali.
L'americana mi sembra vincere in ergonomia, e soprattutto in sicurezza.
La singola leva della P08 si contrappone alle sicure manuale e automatica ed al cane abbattibile della Colt, con mezza monta di sicurezza.
La Beretta ha una leva tuttofare, e la mezza monta del cane; non molto per i nostri standard, ma abbastanza per l’epoca.
Anche per quanto concerne le mire, la superiorità rimane nel nuovo continente, ma di poco. Nessuna delle due armi (e ci metto anche la Beretta), in queste parti eccelle rispetto a progetti più recenti; e del resto, nelle 2011 il mirino e la tacca sono sempre stati modificati e migliorati.
Venendo alle fondine, quella a bauletto della P08 protegge sin troppo l'arma, che non può essere estratta se non dopo avere liberato una fibbia e tirato una correggia per sollevarla.
La fondina della 34 qui presentata è una variante utilizzata soprattutto dalla Regia Aeronautica e dalla Regia Marina; l'arma è abbastanza protetta, e, con un certo addestramento e l'impiego d’entrambe le mani, l'estrazione è abbastanza rapida. Il calcio si presenta disponibile alle dita per la presa, e la patta non ostacola il movimento verso l'alto.
La fondina della Colt è certamente la migliore: fra le tre, è l'unica a permettere di estrarre usando una sola mano...
Si sa che il reenactment è una scelta... un omaggio a ragazzi ormai scomparsi, che vestirono un tempo quell'uniforme, portarono ed usarono quelle armi, impiegarono quegli attrezzi.
Queste tre repliche sono, nella loro differenza, ai miei occhi ed al mio cuore egualmente affascinanti, e, non stupisca, quasi intercambiabili.
La 1911A1 fu ordinanza statunitense e britannica, ma anche tedesca (nella variante prodotta in Norvegia) e d’altre nazioni affiancate agli alleati, come la Francia.
La Luger era ordinanza tedesca, ma anche svizzera, olandese, portoghese, finlandese, francese. Un’arma ambita e spesso esibita come trofeo dai soldati alleati.
Per quanto riguarda le caratteristiche di funzionamento delle repliche ASG, tutte e tre sono a gas e rinculanti; la Colt e la Parabellum hanno caricatore da 15 colpi, la Beretta da 21... e problemi di gas.
Non sono delle ASG che consiglierei a chi cerca un backup per giocare; ma il realismo del funzionamento le rende valide per il reenactment, e la costruzione in metallo permette di usare senza problemi anche con temperature elevate.
Quanto alla reperibilità, la WE è comunemente distribuita in Italia, mentre per la STTI occorre un po' di ricerca (e fortuna) sul web.

 

 



Reenactors and collectors only: the comparison



While waiting for the autumn will bring a new flurry of news from the Far East, here is a comparison of three replicas of guns that should not be missed in the panoply or the holster of any collector or re-enactors: the U.S. M1911A1, the German P08 and Beretta 34.
The first two come from taiuanese WE TTI, the third is marketed by STTI.
All replicas are made of metal with plastic grips: the P08 and M1911 had a "weathering," which, I admit to be old models, it has a little 'grown up their charm and realism.
As for the internal mechanical organization, the Beretta is the closest to the original, followed by Colt 1911A1, while the P08 is much simpler than the original.
Placed side by side, the immediate impression is that seem to see some automobile parked together: a Ford, a BMW and Fiat subcompact. All do their job, the difference is the type of work that each one can play ...
Clearly, the progressive complexity distinguishes the Beretta 34, medium-caliber weapon with a blowback lock, with the Colt swing barrel locking, and finally to P08 with a toggle - lock action. This difference is reflected in the quality, but also in terms of  production cost and economic and human resources.
The external finish of the weapons is blueing, and for the wartime US pistols is added the grey Parkerization. In the first case the surface is semi-gloss dark-colored, medium gray and opaque in the second.
Another similarity is the capacity of the magazine, seven rounds in all three cases, plus an eighth in the barrel.
Field stripping seems to reward the P08, but, as I said, replication is very different from the original, lacking the connector between the knee and spring recovery in grip.
The Beretta is broken down and reassembled without much difficulty, thanks to the wide opening on the slide, cleaning the drum jams, or even do not require to take it apart.
As for components, the Colt is the most articulate, with nine separate parts.
Dismantlingit is easy for all three, with a minimum of experience, but I think, in fact, the Beretta is the most friendly.
All three original weapons have the hold open (replica of the Beretta did not, and are present in the WE).
The Beretta is the turtle of the group. When emptied, the magazine follower is blocking the slide open, and once you eject it (and it is not matter quickly, because the latch at the base of the kick), the slide will close, and to charge is necessary a racking.
The most effective is that of the P08, which keeps up the bolt and then made immediately noticeable when you aim. The expulsion of the magazine is fast, thanks to the appropriate button, but to bring a fresh shot to the barrel, the free hand has to grab back the bolt, and then let him go free.
The efficiency prize goes to the Colt, thanks to the magazine release button, and hold open lever, that made charging faster.
A direct comparison between the American and German weapons reveals a surprising detail: the latter is longer and higher dimensional, although the shape of the M1911A1 makes it look bigger and bad ...
A comparison of the various commands, points out a general provision very similar, despite large differences in design.
The U.S. seems to win in ergonomics, and above all safe.
The P08 single lever is in contrast to manual and automatic safe of the Colt and the hammer, with half-cock safety.
The Beretta has a lever-rounder, and the half-cock of the hammer, not much by our standards, but enough for the time.
Also concerning the aims, the superiority remains in the new continent, but only slightly. Neither of the two arms (and we also put the Beretta), excels in these parts compared to more recent projects, and moreover, in 2011, the sights has always been modified and improved.
When it comes to holsters, the P08 one all-too- protects the weapon, which can not be removed until after you have freed a buckle and pulled a strap to lift it.
The holster of the 34 presented here is a variant used primarily by the Italian Royal Air Force and Royal Navy, the weapon is somewhat protected, and with some training and the use of both hands, the extraction is quite fast. Grip is present available for the taking by the fingers, and the flap does not impede the upward movement.
The holster of the Colt is surely the best: of the three, is the only one to pull out using only one hand ...
It is known that the reenactment is a choice ... a tribute to the boys now gone, who wore that uniform at one time, carried and used those weapons, it took those tools.
These three replicas are, in their difference, to my eyes and my heart equally fascinating, and not surprised, almost interchangeable.
The 1911 was ordinance in U.S. and UK, but also German (in the version produced in Norway) and of other nations alongside allies such as France.
The Luger was the German orderly, but also Swiss, Dutch, Portuguese, Finnish, French. And often performed as a coveted trophy weapon by Allied soldiers.
As for the operating characteristics of ASG replicas, all three are GBB; the Colt and the Parabellum magazine have 15 rounds, the Beretta 21 ... and gas problems.
These are not the ASG I would recommend to anyone looking for a backup to play, but the realism of the operation makes them good for the reenactment, and the metal construction allows use without any problems even at high temperatures.
As for availability, the WE is commonly distributed in Italy, while the STTI need a little 'research (and luck) on the web.

 

 

LE TRE REPLICHE - THE THREE REPLICAS

 

 

 

 

 

 

 

COMANDI - COMMANDS

 

 

 

 

 

 

 

 

SCOMPOSIZIONE DELLE REPLICHE - ASG FIELD STRIP

 

 

LE FONDINE - HOLSTERS

 

 

 

 

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Mazariol

 

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