Il gioco del softair, per quello che ho capito, attualmente dalle nostre parti è una combinazione di abilità nel movimento, e potenza di tiro; per questo aspetto si predilige, in altri termini, la saturazione alla precisione.
Forse per questo, scrivere di un bipiede è trattare un accessorio un po’ esotico, pensato per chi spera di ottenere una vittoria con un pallino, anzichè con un sacchetto da chilo.
L’offerta a costi molto interessanti di alcune repliche destinate al tiro di precisione, riporta sotto i riflettori anche questo complemento, che, se ben impiegato, può permettere lo sharpshooting a distanze notevoli, per le nostre cerbottane a gas.
Sul mercato sono presenti numerosi bipiedi, dedicati ad una specifica replica o destinati ad un montaggio universale. Questo, che ho acquistato un po’ di tempo orsono nella Repubblica del Titano, rientra nella categoria “economica”; si tratta di capire se il costo relativamente basso incida o meno sulle sue prestazioni, e per farlo, non rimane che descriverlo.
Dico subito che viene indicato come installabile su prodotti WELL e AGM: gli M14, i VSR e gli L96. Credo però che, con un po’ di lavoro, sia possibile adattarlo anche ad altre riproduzioni.
Il nostro accessorio è realizzato in metallo: quasi completamente di una lega che, senza voler essere esperto in metallurgia, si presenta abbastanza pesante e rigida, e può essere zama. Il tutto è coperto da una spessa vernice nera opaca, che si scrosta solo nei punti di lavoro. Lo zoccolo della base, sempre metallico, sembra invece prodotto con alluminio.
Lo formano due elementi: una base da fissare all’astina della replica, ed il vero e proprio bipiede, facilmente distaccabile.
La base pesa 170 grammi, che divengono 751 applicando il bipiede.
La base è formata da un perno snodato e passante, con le due estremità filettate. Di queste, una si avvita ad una apposita placca filettata in sede all’interno dell’astina, e la seconda, passando attraverso lo zoccolo, viene fermata da un tappo filettato, che serve anche da portamaglietta per la cinghia di trasporto. Grazie al perno snodato, lo zoccolo si adatta alle differenti astine, e rimane saldamente in sede. Il portamaglietta è snodato e ruota liberamente attorno al tappo, a cui è fissato da una vite.
Il bipiede è formato da una testa, a cui sono incernierate le due gambe.
Queste possono ruotare rispetto alla testa di 180 gradi. Le gambe sono a loro volta unite a compasso, e divaricate da una molla a spirale; unendole, si ottiene la loro rotazione rispetto alla testa, e divaricandole, le si blocca.
Le posizioni di bloccaggio sono tre: orizzontale in avanti, all'indietro, e verticale. In quelle orizzontali anteriore e posteriore, per il trasporto, le gambe sono parallele a se stesse ed all’arma; in posizione verticale, per l’impiego, la molla divarica le gambe.
Il passaggio dall’una all’altra posizione è estremamente rapido e semplice, e l’ancoraggio delle gambe sicuro.
L’unione fra zoccolo e testa del bipiede avviene mediante un piolo cilindrico sporgente dal primo, che viene inserito in un apposito alloggiamento della seconda. Un dente pure cilindrico, presente sul piolo, e che scorre in un apposito alloggiamento della testa, garantisce il buon allineamento delle due parti. Il fissaggio avviene mediante una leva caricata da una molla, presente sulla testa, che impegna una fresatura sul cilindro.
Ancora una volta, l’assieme è solido e facilmente manovrabile.
Le gambe sono formate da due elementi telescopici; quello interno, scorrevole, è dotato di sei intagli, su cui fa presa una leva di fermo spinta da una molla, permettendo la regolazione indipendente dell’altezza per le due gambe.
Le estremità a contatto con il terreno sono dotate di due ampie basi d’appoggio a sagoma rettangolare, con un rilievo di presa longitudinale. Le basi hanno una delle due estremità piegata verso l’alto di circa 45 gradi.
Il solo bipiede ha una lunghezza di 20 centimetri; una volta applicato alla base, solleva la replica dal suolo di 20,5 centimetri alla minima estensione, che divengono 28 se gli elementi telescopici sono completamente estratti.
La base d’appoggio alla massima apertura è di 26,8 centimetri, che si riducono a 20 nella minima estensione.
L’estensione delle due zampe avviene per semplice trazione, e la retrazione richiede la pressione sui fermi. Lo scorrimento degli elementi telescopici è molto fluido, e basta la gravità a farli rientrare in sede, una volta liberi.
Con bipiede aperto e poggiato al suolo, la replica può ruotare di alcuni gradi sul suo asse longitudinale, mentre è fissa rispetto a quello trasversale.
Il montaggio della base sulla replica è estremamente rapido, e non richiede alcun arnese.
Per prima cosa, si svita il tappo portamaglietta, e si rimuove il perno di fissaggio dallo zoccolo (attenzione, il perno è fissato alla sua base da un ulteriore perno libero, che può cadere).
Si cerca sull’astina il foro di fissaggio, che all’interno ha la piastra filettata.
Si avvita il perno snodato alla piastra interna, e quindi si posiziona lo zoccolo, facendo passare il perno snodato nell’apposito foro.
Si avvita quindi il tappo portamaglietta, e la base è collocata. Il bipiede, come detto, può essere collocato e rimosso senza difficoltà.
Bene, la descrizione è finita, ma come funziona e quanto serve, questo arnese?
Questo bipiede consente di tirare in appoggio al suolo, o su delle basi di circostanza, sia con i classici “sniper” che con l’M14, il cui caricatore sporge sotto la replica. La regolazione indipendente dell’altezza permette di mantenere l’ASG nella corretta posizione anche se la superficie di appoggio non è regolare, e le ampie basi delle due gambe assicurano un solido appoggio anche su terreno morbido, mentre i piccoli “vomeri” frenano lo scorrimento in avanti della replica, sotto la spinta del tiratore. Di converso, su superfici a scarna aderenza, il metallo ha poca presa e la replica può scivolare in avanti.
La rimozione del bipiede è utile sotto due aspetti.
La replica, con la sola base applicata, può essere riposta in una custodia standard, magari infilando il bipiede in una tasca esterna.
Nel caso dell’M14, in configurazione per tiro di precisione il bipiede offre tutti i vantaggi di una mira in posizione rilassata; in modalità automatica, diviene molto simile ad una arma di squadra, ma senza averne peso ed ingombro; infine, quando è il momento dello sbalzo, la replica ritrova il suo bilanciamento ed ingombro, senza pesi e sporgenze aggiuntive.
Resistenza e robustezza? L’ho installato, collocato e rimosso parecchio, su di un VSR10 e su di un M14, senza mai avere problemi diversi dall’usura della vernice nei punti che lavorano a contatto. Certamente, esistono bipiedi molto più leggeri, ma se si intende restare sulle spese, questo è un ottimo accessorio con cui munire una replica.
Intendiamoci: questa non è farina venuta dal sacco dell’anonimo produttore.
La sigla V-POD indica l’ispirazione (od il plagio) venuta dai bipiedi prodotti dalla statunitense VERSA-POD ( http://www.versapod.com/ ). Ma si dice che il plagio sia la più sincera forma di ammirazione…